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domenica 24 febbraio 2013

Roy of The Rovers


Da ragazzino amavo il calcio e i fumetti; oggi la passione per il calcio, o meglio, per il british football, è diventato un vero e proprio amore, una passione fortissima, non potrei farne a meno, i fumetti, invece, purtroppo, li ho quasi definitivamente abbandonati anche se, nel caso in cui mi capitasse tra le mani un Tex ad esempio, sono certo che lo leggerei tutto d'un fiato...
E cosa dire allora, coniugando la mia passione per l'Inghilterra, se avessi tra le mani un giornaletto del mitico Andy Capp? Beh, ovviamente ho alcuni volumi delle storie del nostro amico Andy che ho letto e sfogliato più volte con tanta passione e divertimento...
Ma si parlava di british football e di fumetti... e allora cosa c'è di meglio del leggendario (almeno in UK) Roy of The Rovers?

Per chi ancora non conoscesse questo personaggio dei fumetti il consiglio è di comprare subito un paio di volumi a lui dedicati, magari "Roy of The Rovers 1970s" e "Roy of The Rovers 1980s", due raccolte, i classici "The Best Of" , anche se credo che sarebbe stata un'emozione diversa poter avere e leggere i giornaletti classici...

Già, perchè quando ero piccolo io qui da noi si leggevano Tex (bellissimo, niente da dire!), Topolino, Dylan Dog, Il Giornalino... tutti bellissimi fumetti che mi hanno accompagnato nella mia infanzia/adolescenza e per i quali nutro bellissimi ricordi, ma....
cosa sarebbe successo se fossi nato e cresciuto in Inghilterra?
Beh, ne sono assolutamente certo: il mio fumetto preferito sarebbe stato Roy of The Rovers, non ci sono dubbi...
Ma volete paragonare l'emozione nel leggere e vedere i disegni riguardanti il football con i fumetti precedentemente elencati?
Sarebbe stato fantastico, avrebbe contribuito ad accrescere la mia passione per il calcio e per i fumetti!

Immagino i ragazzini di oggi che imparano a conoscere il calcio grazie alla play station ed ai vari giochi elettronici ed immagino i ragazzini che negli anni 70-80-90 facevano la stessa cosa, ma leggendo i fumetti del grande Roy e giocando a subbuteo... altri tempi, direte voi...

Il mio rimpianto è quello di essere cresciuto in quegli anni, ma di non aver usufruito a pieno nè dei fumetti sul calcio, nè del subbuteo...

Vabbè, lasciamo per adesso stare il subbuteo, sarebbe un discorso lungo, ed io invece voglio parlare dei fumetti e di Roy in particolare.

Ok, ai miei tempi in TV (per chi ha più o meno la mia età era un culto.... ) all'interno della trasmissione per ragazzi "Bim Bum Bam" andava in onda l'indimenticabile Holly e Benji, un cartone che tutti conoscerete, che parlava di calcio...
Stupendo, quanti pomeriggi ad aspettare che arrivasse l'orario per vedere le gesta di Oliver Hutton, Benji Price, Tom Becker, Rob Denton, Mark Lenders.. i gemelli Derrick, Julian Ross, Diamond, Carter...

Fantastico veramente, ma, come dicevo prima, le mie passioni vere erano il calcio, ok e con Holly e Benji ci siamo, e i fumetti...

E per coniugare le due passioni cosa ci sarebbe stato di meglio di Roy of The Rovers?

Peccato averlo scoperto solo a trent'anni... ho letto i due volumi con passione e curiosità, ma non con la stessa passione e curiosità con le quali lo avrei letto da ragazzino...
quando la mia passione per i fumetti era cosi grande da spingermi a dilettarmi addirittura a disegnarne alcuni miei personali... chissà cosa avrei combinato se avessi potuto conoscere a quei tempi Roy!

Immagino la mia impazienza nell'attendere l'uscita del prossimo giornaletto subito dopo aver finito di leggerne uno, immagino la mia felicità nel leggerlo, ma soprattutto nel guardare le immagini di un football così diverso da quello nostrano, i disegni, le partite, le squadre, i tifosi...
che bello sarebbe stato...

Ma parliamo adesso di Roy, il vero protagonista di questo piccolo racconto...

Il fumetto infatti tratta della vita professionale, ma anche privata, del calciatore del Melchester Rovers, Roy Race (tutti i nomi di squadre e personaggi sono di fantasia).



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Il creatore del personaggio fu Frank S.Pepper, che aveva già ideato un personaggio simile, Danny of The Dazzlers, ma che scrisse solo 4 episodi su Roy a causa dei suoi impegni con un altro fumetto da lui creato, Captain Condor.

Il posto di Pepper venne preso da  Joe Colquhoun in arte "Stewart Colwyn", sostituito a sua volta, dopo circa 4 anni e mezzo da Derek Birnage, l'editore del magazine Tiger che aveva commissionato il fumetto.
Per promuovere il fumetto nel 1960 si pubblicizzò il fatto che le storie venissero scritte addirittura da Bobby Charlton, anche se in realtà l'autore restò Birnage il quale dichiarò successivamente che aveva comunque spesso consultato il calciatore per inventare le sue storie.
Ma lo scrittore più "duraturo" delle storie di Roy fu Tom Tully che scrisse gli episodi saltuariamente dal 1969 al 1974 e stabilmente dal 1974 al 1993 quando terminò la pubblicazione settimanale del fumetto.
In seguito e fino alla chiusura delle storie di Roy nel maggio 2001, nel periodo in cui nacque la nuova Premier League (1992) ed iniziò in un nuovo formato la storica trasmissione televisiva Match of The Day (nata nel 1964), lo scrittore divenne Ian Rimmer.

I disegnatori, dopo l'abbandono di Colquhoun, furono Paul Trevillion e  Yvonne Hutton che illustrarono le storie di Roy tra il 1967 e il 1974, prima che David Sque ne divenne l'illustratore dal 1975 al 1986.
Pur non definendosi un tifoso di calcio, Sque divenne l'illustratore del più famoso ed importante fumetto dedicato a questo sport.
Nel 1986 Sque venne sostituito da Mike White che rinnovò l'immagine di Roy dando al protagonista un aspetto più moderno e muscoloso.
Nel 1992 Barrie Mitchell prese il posto di White mantenendo però lo stesso stile del disegnatore precedente.
In seguito molti artisti si alternarono per illustrare il fumetto fino a quando, nel 1997, Mitchell tornò ad esserne l'unico autore fino al maggio 2001.

I registi Luke Dormehl e Tom Atkinson crearono un documentario nel 2008 intitolato "Roy" durante il quale raccolsero varie testimonianze da parte del team di Roy. Il documentario venne presentato nel 2009 al "The End of the Pier International Film Festival" dove vinse il premio per il miglior "Documentary Short".

La prima "striscia" del fumetto comparve l'11 settembre 1954 sulla prima pagina del magazine Tigers e proseguì ad essere pubblicato come rubrica settimanale.


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Dopo 22 anni il fumetto divenne tanto popolare da "meritarsi" una pubblicazione settimanale e il 25 settembre 1976 venne così lanciata la rivista "Roy of The Rovers".
Il fumetto continuò ad essere pubblicato per 851 numeri fino al 20 marzo 1993 e nel culmine del suo successo arrivò a vendere fino a 450.000 copie settimanali.
Vennero pubblicati anche dei numeri speciali e dei numeri estivi con delle raccolte contenenti dell ristampe.
Dal 1986, per un breve periodo, Roy venne pubblicato anche sul giornale "Today newspaper" nel quale le storie si concentravano più sul rapporto tra Roy e sua moglie Penny piuttosto che sul calcio giocato.


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Tra il 1988 e il 1993 vennero pubblicati dei "Best of" mensili contenenti le migliori vecchie storie dell'ormai famoso calciatore.
In seguito alla sospensione della pubblicazione settimanale del fumetto nel 1993, le uscite diventarono mensili con storie sempre più avvincenti per coinvolgere il pubblico adulto e giovanile.
Tra il gennaio 1994 e il gennaio 1995 le strisce mensile vennero pubblicate settimanalmente anche sulla rivista "Shoot" che verso la fine degli anni 80 aveva già pubblicato una parodia del fumetto intitolata Ray of The Rangers.

Nel 1997 il fumetto tornò ad essere pubblicato all'interno del magazine della BBC "Match of The Day" con uno spazio di due pagine. Le strisce proseguirono fino al maggio 2001 quando la pubblicazione della rivista venne interrotta e di conseguenza terminarono anche le avventure di Roy Race.

Ci sono state comunque in seguito delle ristampe e delle versione disponibili on line, nel sito web  http://www.royoftherovers.com/  sono archiviate le puntate comparse sulla rivista Match of the Day oltre a molti estratti dei vecchi episodi.
Nel 2007 la Setanta ha acquistato i diritti sul materiale relativo a Roy of the Rovers che si può trovare sul suo sito web.

Nel 2008 e nel 2009 sono state pubblicate delle edizioni speciali "Collectors Edition" che raccolgono le strisce suddivise tra quelle relative agli anni 70 e agli anni 80.



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Le storie di Roy narrano la vita professionale e privata del calciatore Roy Race che vive a Melchester (città inventata) e milita nella squadra di calcio locale.
Nel primo episodio, quello del 1954, Roy ed il suo amico Blackie Gray vengono ingaggiati dal Melchester Rovers dopo essere stati notati durante le partite di squadre giovanili.
Otto mesi dopo entrambi fanno il loro esordio in prima squadra contro l'Elbury Wanderers; la partita termina 3-3 e Roy segna una doppietta.
Ben presto Roy diventa la stella della squadra portandola alla conquista del Titolo Nazionale e nel corso degli anni alla conquista di molti altri trofei.
Nel 1975 Roy diventa allenatore/giocatore dei Rovers, carica che ha mantenuto per i successivi 20 anni; il corso della carriera di Roy è sicuramente poco realistica dato che si possono contare fino a ben 40 stagioni giocate dal protagonista nel corso delle quali ha conquistato 9 Titoli di Campione di Inghilterra,  8 FA CUP, 3 League Cup, 3 Coppe dei Campioni, 1 Coppe Uefa e 4 Coppe delle Coppe, oltre ad aver collezionato parecchie presenze nella Nazionale Inglese.



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Per quanto riguarda la vita privata Roy ha sposato alla fine della stagione 1975/76 la segretaria del Club, Penny Laine, dalla quale ha avuto tre figli, Roy Jr, Melinda e Diana.
Nel corso degli anni la vita di Roy diventa una vera e propria "telenovela" dato che negli anni 80 Penny lascia Roy il quale subisce un attentato quando viene colpito nel suo ufficio da un colpo di pistola facendolo rimanere in coma per diverse settimane.
L'attentatore è Elton Blake che, come Roy, era stato lanciato in una serie televisiva dedicata ai Rovers e che incolpò il calciatore del suo licenziamento.
Nel 1983 Roy lascia il Melchester per l'ambiziosa squadra londinese il Walford Rovers dopo delle divergenze con il Board, ma ben presto, entro la fine dello stesso anno, ci ripensa e torna a casa.
Nel 1986 otto membri dei Rovers vengono uccisi in un attentato avvenuto durante un tour della squadra in Medio Oriente, Roy se la cava con una ferita alla spalla.
Come ammesso dall'autore, probabilmente in questo caso si è esagerato andando a toccare dei tasti molto delicati.
L'episodio finale del 1993 si conclude tragicamente con lo schianto dell'elicottero con a bordo Roy facendo cosi terminare i 39 anni di pubblicazioni settimanali, ma lasciando in suspence i fans che non avevano ben chiaro se il protagonista fosse sopravvissuto a quel tragico incidente.



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La risposta arrivò nel settembre 1993 quando iniziarono le pubblicazioni mensili: Roy era sopravvissuto, ma dovette subire l'amputazione del piede sinistro; l'incidente lo portò ad iniziare la sua carriera di allenatore in Italia, guidando l'AC Monza nella Serie A italiana.
Si pensa che tutto questo fu ideato per far terminare in qualche modo la carriera da calciatore di Roy cercando di rendere la sua storia più realistica.

Le strisce vennero interrotte nel marzo 1995 quando il Melchester si trovava in piena crisi finanziaria e sull'orlo del fallimento per poi essere riprese nel maggio 1997 all'interno della Rivista Match of The Day.
Anche se la continuità della storia non è stata del tutto rispettata, il Melchester si è ritrovato in difficoltà economiche come era stato lasciato nei fumetti mensili precedenti.
La squadra, dopo aver evitato una clamorosa retrocessione, riuscì anche a salvarsi dai debiti, ma a causa di uno scandalo di corruzione venne condannata alla retrocessione.
Il figlio di Roy, dopo un feroce litigio con il padre a causa di un incidente stradale avvenuto in Italia e nel quale la madre Penny aveva perso la vita, iniziò a giocare per i rivale del Melborough.
Roy venne accusato dal figlio di essere responsabile dell'incidente nel quale perse la vita la madre, ma nessuno riuscì mai a provarlo.
Roy venne poi convinto a tornare al Melchester con il ruolo di manager e co-proprietario del Club dai proprietari, i fratelli Vinter, persone senza scrupoli.
Il Melchester evitò la retrocessione in quella stagione e nella successiva ottenne la promozione nella Massima Divisione anche grazie all'ingaggio del figlio di Roy che nel frattempo aveva risolto i propri problemi con il padre.
Nel momento i cui, nel maggio 2001, le pubblicazioni vennero interrotte, il Melchester stava lottando in campionato per un piazzamento che gli avrebbe garantito la partecipazione alla Coppa Uefa nella stagione successiva ed una stabilità finanziaria.
Dato che probabilmente l'interruzione delle pubblicazione non era stata prevista non ci fu una vera e propria fine della storia, anche se Roy riuscì a diventare l'unico proprietario del Melchester Rovers a discapito dei fratelli Vinter.

Roy è stato un personaggio amato, il fumetto ebbe grande successo e un ottimo riscontro nelle vendite che si è poi ripercosso sul merchandising; molti i "gadgets" creati per ricordare il personaggio, oltre a libri e raccolte, anche maglie del Melchester, la squadra in versione Subbuteo, un gioco elettronico per PC.

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Il personaggio ebbe un grande impatto non solo tra i ragazzini, ma tra gente di tutte le età, probabilmente anche per il fatto che si è protratto nel corso degli anni e i ragazzini che lo leggevano negli anni '60, hanno potuto continuare a leggerlo anche in età adulta e farlo conoscere ai loro figli.
Alcuni giocatori vennero paragonati a Roy, come il bomber Alan Shearer o l'indimenticabile Capitano della Nazionale Inglese Campione del Mondo nel 1966, Bobby Moore.

Cosa dire, una vera e propria storia durata per tanti anni, la storia spesso complicata di un uomo e di un calciatore vincente, ma che ha dovuto affrontare nella propria vita tante difficoltà come la separazione dalla moglie e due gravi incidenti.
Ovviamente la trama mi è parsa in alcuni casi un pò esagerata, ma probabilmente studiata per risultare più avvincente e per incuriosire i lettori.

Per i miei gusti forse il protagonista e la sua squadra sono fin troppo vincenti, troppo forti.. preferisco storie di personaggi più umili e di squadre magari meno vincenti, ma comunque amate dai propri tifosi, ma naturalmente un personaggio ed una squadra vincente attirano maggiori attenzioni soprattutto nei ragazzini... va bene cosi... è comunque stato un fumetto storico, leggendario, forse l'unico dedicato al calcio inglese, di certo l'unico così amato e così duraturo nel tempo.
Sarebbe bello se le pubblicazioni potessero ricominciare, ma credo che ormai il tempo di Roy of The Rovers sia purtroppo definitivamente terminato...

Purtroppo dal 2001, come già detto, le pubblicazioni sono state interrotte: l'editore Barrie Tomlinson, ha dichiarato che ormai Roy of The Rovers era diventato antiquato e non al passo con i tempi dato che il pubblico di oggi vuole storie sempre più realistiche.

Forse, mio parere personale, nei ragazzi di oggi c'è troppa poca fantasia... troppo abituati a programmi tv, cartoni animati, giochi elettronici moderni e che lasciano poco spazio all'inventiva personale...
Io, come i ragazzi della mia generazione, mi accontentavo con poco... inventavo partite di calcio con le figurine o semplicemente stabilivo i risultati di partite di campionati che inventavo lanciando dei dadi...

Altri tempi... chissà come sarei stato felice di poter leggere le storie del buon Roy...

venerdì 11 gennaio 2013

We are MODS!


Il termine mod, abbreviativo di modernism (termine coniato inizialmente per definire i fan del "modern jazz"), fa riferimento alla subcultura giovanile che si sviluppò a Londra, nel Regno Unito, nei tardi anni cinquanta e raggiunse il picco di popolarità nel decennio successivo.
Il logo identificativo del movimento mod è il simbolo della Royal Air Force (l'aeronautica militare britannica), spesso presente sui giacconi Parka indossati dai mod.


Il logo del movimento mod è un bersaglio stilizzato, basato sul simbolo della Royal Air Force.


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Gli elementi significativi della subcultura mod sono: il look curato ed innovativo, la musica black (in particolare il soul, lo ska), la musica beat, e il rhythm and blues, gli scooter italiani (Vespe e Lambrette), spesso adornati con molte luci e specchietti supplementari per richiamare l'attenzione e le notti intere a ballare nei club notturni.
A partire dalla seconda metà degli anni sessanta, i mass media spesso iniziarono a usare il termine "mod" in un senso più ampio, per descrivere tutto ciò che si credeva essere popolare, alla moda, o moderno.
Verso la fine degli anni settanta si sviluppò nel Regno Unito un mod revival, chiamato anche mod 79, che si espanse poi anche in Nord America nei primi anni ottanta, in particolare nel sud della California. Infine si può identificare una terza ondata mod, che va dai primi anni novanta a oggi.

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Storia

Il modernismo nasce tra il 1958 e il 1962 nelle zone di Stepney e Shepherd's Bush a Londra, sulla spinta della ribellione giovanile che si manifestava nella società dell'epoca: proprio questo clima causò la rottura tra gli adolescenti ed i loro genitori per le vicendevoli incomprensioni socio-culturali dovute al fervore innovativo tipico di quegli anni; fin dalla prim'ora il movimento è caratterizzato da una spiccata predisposizione verso tutto ciò che è nuovo ed insolito (uno dei motti dei mod era moving and learning), la cura maniacale del proprio look, e la musica.

Origini

I primi mod non usavano riunirsi in gruppi, né seguire uno stile ben preciso, ma si può comunque ritrovare un look comune nei tagli di capelli new french line, abiti sartoriali italiani, giacche strette a tre o quattro bottoni, e pantaloni stretti e affusolati (storicamente del modello Sta-Prest) che non terminavano mai a più di due centimetri dalla scarpa.
Tra i negozi di abbigliamento, i punti di riferimento erano John Stephens in Beak Street e, poi, Cecil Gee e Lou Austin in Shaftesbury Avenue, Vince in Newburgh Street, His Clothes in Carnaby Street, ma anche Sam Arkus nel West End, Lou Rose nell'East End, e Bilgorri a Bishopsgate. In particolare i mod vi ricercavano abiti firmati Fred Perry, Lonsdale, e Ben Sherman.



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Sulla base dell'attrazione per lo stile italiano prese piede l'utilizzo di scooter italiani (Vespe e Lambrette) come mezzo di trasporto; per proteggere gli abiti sartoriali durante gli spostamenti in motorino, i mod iniziarono allora a indossare i giacconi Parka già comuni tra gli scooter boy.
Dal punto di vista culturale, i mod erano soliti guardare film d'essai francesi e italiani, e leggere riviste di moda italiane.
Non esisteva e non esiste tutt'oggi un unico genere musicale mod, ma piuttosto un insieme di generi tradizionalmente ascoltati dai mod, riconducibili, sotto vari aspetti, agli anni sessanta che per semplificare divideremo in due filoni principali:
Il primo fa principalmente riferimento alla musica nera statunitense degli anni sessanta, come il soul, lo ska, e il rhythm and blues (in particolare della Motown Records), ma anche, in misura minore, il jazz e il bluebeat.
Il secondo rimanda invece alla musica beat e, più in generale, al fenomeno della British invasion, della quale hanno fatto parte gli Who, gli Small Faces, i Kinks, lo Spencer Davis Group, gli Action, The Yardbirds, gli Artwoods e i Creation.
La diffusione della cultura mod si ebbe circa dal 1962 al 1965, quando i mod cominciarono a non avere più un'estrema cura del look per dedicarsi maggiormente agli scooter, alla musica e alla sperimentazione di droghe, in particolare le anfetamine. Bisogna ricordare che all'epoca le anfetamine erano legali e potevano venire prescritte da un medico mediante il rilascio di una comune ricetta (normalmente venivano raccomandate per dimagrire in quanto anoressizzanti); inizialmente l'uso delle anfetamine non aveva lo scopo di portare allo "sballo" ma semplicemente a massimizzare il tempo libero, riducendo il bisogno di sonno, che normalmente era costretto dai ritmi lavorativi. Grazie alle pastiglie di "speed" i modsters potevano dedicarsi alla musica, alla danza, alla frequentazione di cafés e locali per buona parte del week-end prima di tornare lunedì alle loro usuali occupazioni. Proprio l'uso di droghe portò ad una serie di modifiche all'interno della subcultura, che cominciò via via a gerarchicizzarsi al proprio interno, proprio per distinguere i fondatori del genere mod dai nuovi aderenti allo stile.
Dal 1966 in poi, sotto l'influenza delle nuove sostanze da club (LSD in particolare) e della nuova ondata proveniente dalla California (psichedelia), il movimento cominciò a mutare e a frammentarsi generando altri stili. L'ala più legata alla moda "Carnaby", generò un tipo di musica chiamato "Freakbeat" che manteneva la forma-canzone nella lunghezza del brano e nella melodia, pur con un'intenzione chiaramente psichedelica. I capostipiti musicali del movimento, Who E Small Faces in primis, fedeli all'importante concetto del "Moving and Learning" adottarono immediatamente la "new thing" seguiti da ottimi gruppi come: Creation, Eyes, Fleur De Lys, Attack,Cryan Sames,Pretty Things ect.ect. Un'altra ala si caratterizzò maggiormente in stile "workin' class", con capelli ancora più corti, bretelle e jeans Levis con doppio risvolto hard mod e furono forse quelli che di più si distaccarono dalla subcultura originale e che saranno successivamente riconosciuti come i primi skinhead.

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Mod revival

Durante i tardi anni settanta il movimento mod affievolitosi lungo il decennio, visse un'ondata revivalistica; dapprima in Inghilterra per poi espandersi in America, e successivamente nel resto d'Europa durante i primi anni ottanta.
Il trampolino di lancio di questa nuova ondata fu la combinazione fra l'uscita nelle sale cinematografiche del film Quadrophenia di Franc Roddam, e la nascita di gruppi punk dai forti connotati mod; primi su tutti i The Jam.
Il mod revival pur ispirandosi ai mod originali, pone alcune differenze sostanziali sia dal punto di vista estetico sia musicale, proponendo un look più stravagante, composto da abiti dai colori e dalle fantasie più vivaci ed eccentriche, e da una crescente affezione nei confronti dei gruppi musicali (principalmente punk e 2 tone ska) della scena.
Al contempo durante i Mod allnighter il northern soul viene definitivamente consacrato come genere musicale predominante, a discapito del mod jazz, dello ska, del rhythm and blues e del soul americano, che avevano caratterizzato la prima epoca.




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La terza ondata 

La terza ondata mod viene collocata all'incirca nei primi anni novanta, grazie alla diffusione dell'acid-jazz e del britpop. Molti di questi mod si trovarono in difficoltà al confronto coi precedenti revivalisti, sia per una questione d'abbigliamento, sia per un cambio di idee seguito all'evoluzione socio-culturale; questi ultimi cominciarono a ricorrere ad un abbigliamento vintage o moderno che si rifaceva allo stile degli anni settanta, periodo in cui affondava la musica contemporanea da loro prediletta.
Si può dire che la terza ondata in sé non ha portato grandi cambiamenti alla scena mod già esistente, come successe nel 1979 con il mod revival, ma ha semplicemente fatto riscoprire ai giovani dell'epoca lo spirito, e lo stile mod dei decenni precedenti.
In particolare il britpop viene considerato, soprattutto nel Regno Unito, come la terza ondata mod per eccellenza, grazie alle numerose influenze musicali di gruppi degli anni sessanta o legati alla scena modernista originale su gruppi che hanno raggiunto l'apice del successo negli anni novanta come Blur, Oasis, Ocean Colour Scene e Pulp.
Gli Oasis collaborano spesso con Paul Weller e con gli Who, e Liam Gallagher ha spesso sfoggiato nelle apparizioni un look tipicamente mod, oltre ad aver lanciato una catena d'abbigliamento ispirata ai modernisti.[4]
Un altro filone musicale moderno che si rifà al mod revival è inoltre l'indie rock: pur essendo un genere molto ampio che comprende diverse varietà di artisti, all'interno della scena indie si sono realizzate nicchie di chiara ispirazione modernista. Un esempio su tutti sono i Last Shadow Puppets, gruppo di Miles Kane e Alex Turner, leader del gruppo indie-rock degli Arctic Monkeys, anch'essi molto apprezzati. Altri gruppi che rientrano nel filone mod di terza generazione sono inoltre i britannici The Enemy, The Ordinary Boys, i Kaiser Chiefs e i Twisted Wheel. Tutti questi gruppi hanno poco in comune con quelli della scena mod musicale degli anni sessanta e settanta, ma sono considerati da alcuni semplicemente come un'attualizzazione o emulazione delle sonorità e dello stile di allora.

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Scontri con altri movimenti giovanili

I mod si scontrarono spesso con altri movimenti giovanili, primi fra tutti con i rocker, e più tardi con i punk (il gruppo punk Exploited scrisse anche una canzone al riguardo contro i mod intitolata Fuck The Mods). Gli attriti talvolta degenerarono in vere e proprie battaglie tra le differenti fazioni rivali nelle strade cittadine, come accadde sul lungomare di Brighton e su quello di Margate.


Fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Mod_(subculture)



Father Brown


Il personaggio letterario Padre Brown (Father Brown) è un sacerdote cattolico e detective, protagonista di diversi racconti gialli dello scrittore britannico Gilbert Keith Chesterton. In Italia è noto soprattutto attraverso l'interpretazione di Renato Rascel nella miniserie televisiva I racconti di Padre Brown.


La prima apparizione di Padre Brown è nel racconto La croce azzurra, mentre approda con un piroscafo ad Harwich, e così viene descritto da Gilbert Keith Chesterton:
"un prete cattolico-romano di statura bassissima, che veniva da un villaggetto dell'Essex. Giunto a quest'ultimo, Valentin smise l'esame e gli venne quasi da ridere. Quel pretucolo era proprio l'essenza delle pianure dell'Essex: aveva un viso rotondo e inespressivo come gnocchi di Norfolk, gli occhi incolori come il mare del Nord, e recava parecchi involti di carta scura, che non riusciva a tenere riuniti. (...) Aveva un grosso ombrello malandato che gli cadeva di continuo; e pareva che non sapesse quale fosse la parte del biglietto da serbare per il ritorno".

Era l'anno 1911, il racconto apparve su di una rivista inglese e successivamente fu raccolto ne L'Innocenza di Padre Brown (The Innocence of Father Brown), e fu la prima apparizione di una lunga, fortunata e felice serie. Dirà Chesterton nella sua Autobiografia che la prima caratteristica di Padre Brown è di non avere caratteristiche; la sua importanza, di non apparire importante; e che la sua qualità cospicua quella di non essere cospicuo, e che il suo ordinarissimo esterno voleva essere in contrasto con la sua attenzione e la sua intelligenza insospettate.
Sempre nella sua Autobiografia, Chesterton spiega poi che quest'omino, uscito di sottecchi dalla sua penna e assurto agli onori della miglior letteratura, era un Uomo Vivo. Uomo Vivo nel senso chestertoniano (cioè uomo che non accetta di essere morto mentre è ancora vivo) ma anche nel senso stretto.

Difatti Padre Brown è esistito veramente. Si chiamava Padre John O' Connor, era un prete cattolico romano nato in una famiglia originaria della verde Irlanda. John O' Connor di Bradford, parroco di San Cuthberto, conosciuto in un pomeriggio invernale del 1903 nello Yorkshire, esattamente a Keighley, viene descritto come un uomo piccolo, con una faccia dolce e un'espressione modesta, ma maliziosa. Chesterton asserisce di essere stato colpito dal tatto e dallo spirito col quale sapeva associarsi ai suoi compagni molto "Yorkshire" e molto protestanti.
Il nostro Chesterton ammette pure che padre O' Connor fu l'ispiratore intellettuale dei Racconti di Padre Brown "ed anche di cose molto più importanti". L'incontro fu talmente sorprendente e determinante per la vita di Chesterton che egli dirà così di quella sera:
"(...) se allora mi si fosse detto che dieci anni più tardi sarei diventato un missionario mormone nelle Cannibal Islands, io non sarei rimasto tanto sorpreso, come se mi si fosse accennato che, dopo quindici anni, avrei fatto a lui la mia confessione generale, e sarei stato ricevuto nella Chiesa che egli serviva".
Difatti Padre O'Connor sarà uno dei protagonisti della conversione al cattolicesimo di Gilbert Keith Chesterton nel 1922. In realtà padre O'Connor non aveva tutte le caratteristiche del Padre Brown della fiction, descritto come un omino distratto e trasandato seppure intuitivo e geniale. Precisa infatti Chesterton che padre John O'Connor in realtà non aveva nessuna di quelle qualità esteriori. Non era trasandato, ma piuttosto accurato; non era impacciato, ma molto delicato ed accorto; non solo, ma aveva l'aspetto di una persona divertente e che si divertiva. Un irlandese sensibile e di spirito pronto, con la profonda ironia e un po' di quella potenziale capacità d'irritarsi "propria della sua razza".


Questo è un personaggio che mi piaceva molto da ragazzino... avevo letto una serie a fumetti, ma soltanto oggi (leggendo un libro) mi sono ricordato di lui ed ho scoperto che è un personaggio creato dallo scrittore inglese Chesterton!

Questa la copertina del fumetto:

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Alcune immagini della serie televisiva:





Alcune copertine dei libro di Chesterton:




Glastonbury Festival


Fonte Wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Glastonbury_Festival


Il festival di Glastonbury, che è chiamato ufficialmente Glastonbury Festival of Contemporary Performing Arts, è un festival musicale e di spettacolo che si tiene a Pilton, a circa 10 km da Glastonbury nel Somerset in Inghilterra. Il festival è conosciuto soprattutto per la sua musica, ma non sono da trascurare gli elementi relativi alla danza, la commedia, il teatro, il circo, il cabaret e altre forme d'arte.
Nel 2005, il festival occupava un terreno di 3,6 km² di superficie e 150.000 persone avevano assistito ai 385 spettacoli live.
Glastonbury è anche conosciuto per l'elevato consumo di droghe illegali da parte dei partecipanti, abitudine creatasi grazie alla sua origine hippie, e per questo tenuto costantemente sotto controllo dalla polizia.
Si svolge di regola ogni anno durante l'ultimo week-end di giugno e dura 3 giorni.


Storia

Una serie di concerti, lezioni e recite chiamata Glastonbury Festival fu stabilita, con una scuola estiva, nella cittadina di Glastonbury, fra il 1914 e il 1926, dal compositore classico Rutland Boughton (1878–1960) e, con la loro collocazione, attrassero un pubblico bohémien, per le abitudini del tempo. Queste esibizioni mostravano lavori di compositori contemporanei, sponsorizzati dalla famiglia Clark, così come un'ampia gamma di opere tradizionali da Everyman a Cupid and Death di James Shirley.


Anni settanta
Il primo festival presso la Worthy Farm fu il Pilton Pop, Blues & Folk Festival, allestito da Michael Eavis nel settembre 1970, che ospitò 1.500 persone, pagando un biglietto da una sterlina. I primi ad esibirsi furono gli Stackridge: originariamente l'esibizione principale avrebbe dovuto essere quella di Wayne Fontana and the Mindbenders, ma fu rimpiazzata da quella dei Tyrannosaurus Rex, successivamente conosciuti come T.Rex.
Il festival dell'anno successivo, più grande e gratuito, si tenne in corrispondenza del solstizio, in giugno, e fu il primo di interesse nazionale: tale evento divenne il vero e proprio precursore del Glastonbury Festival.
Il Glastonbury Fayre del 1971 fu organizzato da Andrew Kerr con l'aiuto di Arabella Churchill. L'edizione del 1971 ha, come caratteristica, una prima versione del palcoscnico noto come "Pyramid Stage", concepito da Bill Harkin, costruito da un'impalcatura e da un rivestimento metallico. Fra gli artisti erano inclusi David Bowie, Traffic, Fairport Convention, Quintessence, e Melanie. Fu pagato dai suoi sostenitori e dai fautori dei suoi ideali, ed abbracciò una tradizione medievale di musica, ballo, poesia, teatro, e intrattenimento leggero e spontaneo. L'edizione fu ripresa da Nicolas Roeg e David Puttnam e fu pubblicata su pellicola.
Nel 1977 un evento più o meno spontaneo ebbe luogo in Glastonbury, tenuto da diversi tipi di persone, hippy, musicisti, studenti e fumatori vari. Tali eventi non sono stati registrati e i dettagli non sono stati documentati.
Ci fu un piccolo evento non organizzato nel 1978, quando il convoglio di veicoli provenienti dal festival di Stonehenge fu diretto dalla polizia alla Worthy Farm; il festival fu riportato in vita l'anno successivo, il 1979 da Churchill, Kerr ed Eavis, in un evento per Year of the Child, che aveva perso denaro.

Anni ottanta

Gli anni ottanta hanno visto il festival trasformarsi (salvo alcune pause) in un evento annuale.
Nel 1981 Michael Eavis prese il controllo dell'organizzazione per la prima volta, e il festival fu organizzato congiuntamente con la campagna di disarmo nucleare. Quell'anno fu stata costruita una nuova Piramide, usando pali del telegrafo e rivestimento metallico (riciclati da materiali del Ministero della Difesa), una struttura permanente che veniva usata come fienile e stalla in inverno.
Negli anni 1980 l'area del festival dedicata ai bambini (organizzata da Arabella Churchill e altri) divenne il punto di partenza per una nuova fondazione benefica chiamata Children's World. Il 1981 fu il primo anno in cui la rassegna ha avuto profitti e, da essi, Eavis donò 20.000 sterline al CND (campagna di disarmo nucleare). Negli anni successivi sono state fatte donazioni a svariate organizzazioni benefiche e, a partire dalla fine della Guerra fredda, i principali beneficiati sono stati Oxfam, Greenpeace and WaterAid, che contribuiscono tutte al festival, fornendo funzionalità e volontari, i quali lavorano alla manifestazione in cambio del solo accesso gratuito.
Dal 1983, le grandi manifestazioni devono richiedere licenze alle autorità locali. Questo ha comportato certe restrizioni al festival, tra le quali il limite di affluenza e tempi specifici durante i quali i palchi potevano operare. Il limite di affluenza era inizialmente di 30.000 unità, ma è cresciuto ogni anno fino a 100.000.
Il 1985 vide una manifestazione bagnata da una pioggia considerevole; Worthy Farm è un caseificio e ciò che si riversò nelle aree più basse fu un miscuglio di fango e sterco di vacca liquido. La fanghiglia alta fino alle ginocchia non impedì al pubblico di assistere agli spettacoli di fronte alla Piramide. Nel 1985 la manifestazione diventò troppo grande per la Worthy Farm, così venne acquistata la fattoria Cockmill.

Anni novanta

Il 1990 vide il più grande festival; tuttavia la violenza alla fine della manifestazione tra le guardie di sicurezza e i nomadi new age, la cosiddetta battaglia di Yeoman Bridge, portò gli organizzatori ad annullare l'edizione 1991 al fine di ripensare il festival. Un'edizione ampliata ritornò nel 1992, con grande successo. In questo anno per la prima volta non fu consentito ai nomadi di accamparsi gratuitamente e per questo fu studiata una recinzione maggiormente robusta. Il successo proseguì anche nel 1993 che, come il precedente, fu caldo e soleggiato.
Nel 1994 la Piramide bruciò a poche settimane dal festival: fu innalzato un palcoscenico principale temporaneo in tempo per il festival. Questa edizione vide anche l'ingresso di una turbina eolica da 150 kW che forniva elettricità al festival. Sempre in questa edizione fu stabilito un nuovo record mondiale, il 26 giugno, quando 826 persone, facendo giochi di destrezza con almeno tre oggetti a testa, tenevano in aria 2.478 oggetti. Inoltre questa edizione è stata la prima ad essere trasmessa in televisione su Channel 4; concentrandosi sui due palchi musicali principali, ha fatto intravedere il festival per quelli che lo conoscevano poco. Channel 4 ha mostrato in tv anche l'edizione successiva, anch'essa di successo. Sempre nel '94 il gruppo britannico dei The Levellers ha stabilito il record di folla maggiore di fronte al palcoscenico, che resiste tuttora.
Il 1995 vide l'affluenza crescere drasticamente a causa della violazione del recinto di sicurezza il venerdì. Le stime suggeriscono che ci sono stati abbastanza intrusi da duplicare il numero di avventori al festival. A parte questo, l'edizione 1995 si è dimostrata di successo, con una memorabile performance degli Oasis, dei Pulp, di PJ Harvey, di Jeff Buckley e dei The Cure. Questo è stato anche il primo anno in cui c'è stata una tenda per la musica dance, per venire incontro alla sua cresciuta popolarità, in seguito al successo dell'apparizione degli Orbital sul palco nell'edizione precedente. La sezione Dance del 1995 è stata condotta dai Massive Attack il venerdì e da Carl Cox il sabato.
Il festival si è fermato per un anno nel 1996 al fine di permettere al paesaggio di recuperare e di dare una pausa agli organizzatori: questo dette via ad una prassi che è stata ogni 5 anni da lì in poi. Il 1996 vide anche la pubblicazione di Glastombury The Movie che è stato filmato nelle edizioni del 1993 e 1994.
La manifestazione è ritornata nel 1997, più grande che mai. Questa volta c'è stata una sponsorizzazione da parte di The Guardian e BBC, che ha preso il posto di Channel 4. Questo fu anche l'anno del fango, col sito che soffrì per i forti acquazzoni che lo trasformarono in una palude fangosa. Questo fece sì che molti visitatori del festival ripartissero presto il venerdì, o che addirittura non si prendessero la briga di partecipare dato che i rapporti di radio e televisione fornivano i dettagli di quanto il sito era fangoso. Tuttavia coloro che rimasero poterono godere di esibizioni memorabili, come quella dei Radiohead presso la Piramide il sabato, che è ritenuta una delle più grandi di Glastonbury.
Nel 1998 il festival fu colpito ancora una volta da forti inondazioni e tempeste, ed ancora alcuni visitatori se ne andarono presto, ma quelli che rimasero assistettero alle esibizioni come quelle dei Pulp, Robbie Williams e Blur. In questa edizione, per la prima volta, venne ufficialmente superata la quota di 100.000 presenze.
Il 1999 fu un anno caldo e asciutto, con grande sollievo di organizzatori e visitatori. Memorabili le prestazioni di R.E.M., Fun Lovin' Criminals, Hole, Pavement and Al Green. Ancora una volta il festival fu sovrappopolato a causa degli intrusi, anche se il problema si sarebbe ulteriormente aggravato l'anno successivo con una presenza stimata di 250.000 unità. Il 1999 è ricordato anche per la richiesta (esaudita) da parte dei Manic Street Preachers di avere dei propri bagni nel backstage. Tuttavia venne successivamente rivelato dalla band che si trattava di uno scherzo: la scritta "riservato" sul bagno non era stata autorizzata dal management.


Nuovo millennio

2000

Dal 2000 è stato allestito un nuovo palcoscenico, detto Piramide, introdotto così come parecchie nuove caratteristiche quali il Glade ed il Left Field. Il festival è stato capeggiato dai Pet Shop Boys e da David Bowie che hanno suonato sul palcoscenico della Piramide (per Bowie si trattava della sua seconda esibizione a distanza di 30 anni). Sempre sul palcoscenico della Piramide venne ospitato un evento insolito il sabato, con la cerimonia nuziale di Chelfyn & Helen Baxter condotta dall'attore Keith Allen (la cui figlia avrebbe condotto i festival 2007 e 2009). In questo anno è stata stimato che 250.000 persone abbiano assistito al festival, a fronte di soltanto 100.000 biglietti venduti. Ciò ha portato a preoccupazioni sulla pubblica sicurezza ed il Consiglio Regionale locale ha rifiutato nuove autorizzazioni fino a quando il problema degli intrusi non sia stato risolto.

2001

Gli organizzatori hanno eliminato il festival 2001 per mettere a punto misure anti intrusione e per assicurare il futuro del festival, dopo l'incidente del 2000 di Roskilde.

2002

Nel 2002 il festival è ripreso dopo l'assenza di un anno, col discusso Mean Fiddler a curare la logistica e la sicurezza - particolarmente installando un recinto circostante notevole (definito “il super recinto„) che ha ridotto i numeri ai livelli della decade precedente. La più bassa affluenza ha condotto ad un'atmosfera molto più tranquilla ed in ha ridotto i livelli di crimine in maniera massiccia rispetto agli anni precedenti. Nonostante alcuni incidenti avvenuti all'esterno del recinto, l'evento è stato ritenuto un grande successo dalle aziende di media. L'edizione 2002, che ha visto i Coldplay presenti alla Piramide per la prima volta, è stata conclusa da Rod Stewart nella notte di domenica.

2003
Nel 2003 il numero dei biglietti disponibili al pubblico è stato aumentato leggermente rispetto al 2002, anche in risposta alla critica che il festival 2002 mancava di atmosfera ed era scarsamente popolato. I biglietti sono andati esauriti il giorno stesso nel quale sono stati messi in vendita, in netto contrasto con i due mesi necessari a vendere un numero simile l'anno precedente. È stato anche il primo anno in cui i biglietti erano andati esauriti prima dell'annuncio della lista completa degli artisti che si sarebbero esibiti. È stato anche l'anno in cui i Radiohead sono tornati a condurre la fase della Piramide. L'incasso si è innalzato anche per le iniziative benefiche collegate, superando il milione di sterline, la metà del quale è andato al sussidio di Oxfam, di Greenpeace e di aiuti all'acqua.

2004

Nel 2004 i biglietti sono stati esauriti in 24 ore fra le polemiche sul processo d'ordinazione del biglietto, che ha lasciato molti potenziali frequentatori della manifestazione a provare per ore a collegarsi ai siti telefonici e internet sovraccarichi. Il sito internet ha avuto due milioni di tentativi di connessione nei primi cinque minuti di messa in vendita dei biglietti e la media delle persone che si collegavano sulla linea telefonica era di 2.500 al minuto. Il festival non è stato colpito dal maltempo, ma i forti venti del mercoledì hanno fatto ritardare l'ingresso e la pioggia costante durante il sabato ha ridotto alcune zone del luogo in fango. Tuttavia la prestazione di sabato di Paul McCartney ha incoraggiato molti frequentatori. Il festival si è concluso con i Muse a condurre lo spettacolo sulla Piramide la domenica, dopo che gli Oasis lo avevano fatto il venerdì. Si sono esibiti anche i Franz Ferdinand. Dopo l'edizione 2004, Michael Eavis ha commentato che il 2006 sarebbe stato un anno di pausa - mantenendo la tradizione precedente di richiedere un "anno a maggese" ogni cinque per dare ai paesani e alle zone circostanti una pausa dalla distruzione annuale. Ciò è stato confermato dopo che l'autorizzazione per il 2005 è stata concessa.

2005

Nel 2005 i 112.500 biglietti sono andati esauriti rapidamente - in questo caso in 3 ore 20 minuti, lasciando frustrate migliaia di potenziali visitatori.
Originariamente era prevista come star principale della domenica Kylie Minogue, che in maggio ha dovuto dare forfait per ricevere le cure per il cancro alla mammella. I Basement Jaxx sono stati annunciati come sostituti il 6 giugno. Sia i Coldplay che i Basement Jaxx hanno suonato la reinterpretazione della canzone di Kylie “Can't Get You Out Of My Head"„ durante il loro concerto. L'edizione 2005 ha visto un grande aumento nel numero delle attrazioni di musica dance, con tende multiple del villaggio Dance che sostituisce quella solitaria degli anni precedenti. Questa nuova zona conteneva le tende Dance est e ovest, il salotto, il palcoscenico delle radici ed il Pussy Parlure. L'introduzione della discoteca silenziosa di Emily Eavis ha permesso che gli avventori del party di fare festa fino alle ore dell'alba senza disturbare i locali - un requisito dell'autorizzazione del festival. A seguito della morte del DJ John Peel nell'autunno del 2004, la nuova tenda ha visto cambiare il proprio nome in tenda di John Peel, in omaggio al suo incoraggiamento per le nuove band a Glastonbury.
Il giorno di apertura del festival 2005 è stato ritardato dalla pioggia persistente e dai temporali: parecchi palcoscenici, compresa la tenda acustica (ed una delle barre), sono state colpite da lampi e la valle è stata colpita dalle inondazioni che hanno lasciato alcune zone del luogo sotto di più di un metro d'acqua. La severità del clima ha sommerso parecchi campeggi, il più colpito dei quali, quello alla base della collina di Pennard, ha visto seriamente interrotti i servizi del luogo. Tuttavia il festival è stato ritenuto uno dei più sicuri di ogni tempo e ha ricevuto riconoscimenti positivi per la gestione delle inondazioni. In questo anno The Levellers hanno stabilito il record per la più grande folla nella fase di Jazzworld. Attualmente detengono due record per la maggiore folla al festival.

2006

Nel 2006, per compensare l'assenza del festival, è stato realizzato un documentario diretto da Julien Temple contenente spezzoni girati da Temple al festival, come pure da spezzoni forniti dai fan e altri d'archivio. Il documentario è stato pubblicato nel Regno Unito il 14 aprile 2006. Se in quell'anno fosse stato tenuto il festival, esso avrebbe avuto luogo durante un fine settimana caldo e pieno di sole, in mezzo a tante edizioni bagnate e fangose.

2007

L'edizione del 2007 (20-24 giugno) è stata guidata da Björk, Arctic Monkeys e The Killers, rispettivamente il venerdì, il sabato e la domenica. Si è anche esibita Shirley Bassey. Questo è stato il primo anno che la zona "The Park" è stata aperta. Progettato da Emily Eavis, ha avuto come protagonisti Pete Doherty e Gruff Rhys, mentre la BBC ha lanciato il proprio nuovo palcoscenico "introduttivo" nella zona.
Il festival ha avuto la più grande presenza dalla costruzione della barriera di sicurezza: la quantità di biglietti disponibili è stata aumentata di 27.500 biglietti, per un totale di 137.500, che sono stati venduti a 145 sterline e sono andati esauriti in 1 ora e 45 minuti. Come precauzione supplementare contro i bagarini, gli acquirenti hanno dovuto preregistrarsi, con una procedura che prevedeva di fornire una propria foto tessera che sarebbe stata stampata sul biglietto. Per ridurre il numero di avventori che avrebbero viaggiato in macchina, una parte dei biglietti è stata obbligatoriamente associata ad una corsa in pullman: questi biglietti sono andati esauriti leggermente dopo gli altri.
La pioggia continua durante gran parte del festival ha causato condizioni fangose, senza tuttavia raggiungere i livelli del 2005, in parte grazie alle nuove difese dall'inondazione da 750.000 sterline. Tuttavia questa pioggia costante ha reso le condizioni del luogo peggiori di due anni prima, e le ha rese simili alle pianure di fango di 1998. Era difficile trovare da sedersi ovunque. Le condizioni fangose su molte delle strade hanno causato ingorghi e disguidi alla maggioranza dei visitatori al momento di ripartire.
I crimini segnalati sono diminuiti rispetto al 2005, ma il numero degli arresti era “ben alto„, dopo una collaborazione dinamica di polizia e security sul luogo. Ci sono stati 236 crimini segnalati, meno dei 267 del 2005; di questi, 158 erano collegati alla droga (183 nel 2005). Questa nuova enfasi riguardo alla sicurezza era visibile sin dall'arrivo, con molta gente che si vedeva controllati gli effetti personali, cosa mai vista a Glastonbury. Uno dei crimini più insoliti è stato di spacciarsi per steward durante la seconda notte nella zona che circonda l'altro palcoscenico. Ci sono stati, forse sorprendente, appena 15 reclami in tutto, soltanto 8 concernenti i livelli acustici. 1.200 persone hanno richiesto l'aiuto medico, e di questi 32 sono stati ricoverati in ospedale: la maggior parte degli infortuni era comunque causata dal fango; infatti, per la presenza di condizioni meteo sfavorevoli durante tutta la durata del Festival si sono verificati casi di piede da trincea.[2] C'è stata un'unica disgrazia: un uomo proveniente dalle Midlands occidentali, trovato incosciente all'alba del sabato mattina, è morto nell'ospedale del distretto di Yeovil per una sospetta overdose di droghe.
Questo anno ha visto un aumento nel numero di persone che hanno lasciato le proprie tende ed effetti personali personali come donazioni alla compagnia benefica “Give Me Shelter„, che ha utilizzato le tende per aiutare i bisogni in tutto il mondo. Tuttavia, a causa dei danni del tempo, soltanto una piccola parte delle tende è stata utilizzata. La compagnia benefica di ICount inoltre ha annunciato che oltre 70.000 persone hanno aderito alla campagna “Fermiamo il Caos climatico„.
Il 20 dicembre 2007, Arabella Churchill, una figura che ha contribuito a concepire il festival nel 1971, e sin dagli anni 80 coordinatrice della parte teatrale, è morta a Edmund's Cottages, Bove Town, Glastonbury all'età di 58 anni. Aveva avuto una breve sofferenza a causa di un cancro al pancreas, per il quale aveva rifiutato la chemioterapia e la radioterapia. Dato che si era convertita al buddismo, le disposizioni in seguito alla sua morte hanno rispettato la sua fede. Michael Eavis, omaggiandola dopo la morte, ha detto che “La sua vitalità e il suo grande senso di moralità e responsabilità sociale le hanno dato un posto nella storia del nostro festival secondo a nessuno„.

2008

Il festival si è tenuto il 27, il 28 e il 29 giugno, guidato da Kings of Leon, Jay-Z e The Verve il venerdì, il sabato e la domenica rispettivamente, con altre notevoli presenze, fra cui Neil Diamond, Shakin' Stevens, The Levellers, The Johnsons e Stackridge, che avevano aperto il primo festival nel 1970.
Continuando la procedura introdotta nel 2007, per acquistare il biglietto era necessario preregistrarsi, presentando una foto tessera, fra il 1º febbraio e 14 marzo. I biglietti sono stati messi in vendita alle 9 di mattina di domenica 6 aprile. Il processo di preregistrazione è stato riaperto l'8 aprile essendo rimasti invenduti 40.000 biglietti. Parecchi motivi sono stati citati per questa decisione, comprese le condizioni meteorologiche sfavorevoli dei quattro anni precedenti e la scelta discutibile di includere l'artista hip hop Jay-Z a condurre. Un giorno prima che il festival cominciasse, Michael Eavis ha annunciato che rimanevano ancora circa 3.000 biglietti invenduti, cosa che non accadeva da 15 anni.
Questa edizione ha visto l'introduzione di un nuovo campo adiacente allo spazio Sacro e al palcoscenico Park. Visto che gli organizzatori non gli avevano dato un nome, i visitori stessi del festival lo hanno denominato “Flagtopia„ in riferimento alle bandiere piazzatevi. “Flagtopia„ è posta più in alto rispetto allo spazio Sacro ed offre una visione migliore del festival. Il tempo soleggiato durante sabato e domenica ha asciugato il fango di venerdì ed ha contribuito a ridurre i problemi.
A seguito di quanto accaduto nel 2007 (molte tende abbandonate, la morte di una mucca causata dall'ingestione di un picchetto metallico lasciato nel terreno) il festival ha lanciato la campagna “Ama la fattoria, non lasciare alcuna traccia„ per sensibilizzare gli ospiti a rispettare l'ambiente e a riordinare dopo la propria partenza. Il festival ha sempre curato una propria agenda verde e, fra le nuove iniziative del 2008, è stata inclusa quella dei picchetti da tenda biodegradabili, distribuiti gratuitamente a tutti i campeggiatori, e quella dei biotrattori alimentati con l'olio vegetale di rifiuto. Questi nuovi sforzi sono stati ricompensati con il premio di festival più verde per il 2008 accanto ad un certo numero di altri festival, anch'essi impegnati a rispettare l'ambiente.
È stato riportato che il costo per allestire il festival del 2008 sia stato 22 milioni di sterline.

2009

Il festival 2009 ha avuto luogo fra il 24 e 28 giugno. In profondo contrasto con gli anni precedenti, i 137.500 biglietti sono stati messi in vendita il 5 ottobre 2008, prima che in ogni altra edizione, con i clienti pre-registrati in grado di pagare interamente, o di lasciare un acconto 50 sterline per completare il pagamento entro il giorno 1 febbraio. I biglietti furono esauriti. La lista completa degli artisti che si sarebbero esibiti è stata annunciata il 25 maggio 2009 e includevano Blur, Bruce Springsteen e Neil Young sulla Piramide. L'Altro palcoscenico è stato guidato da Prodigy, Pendulum, Maxïmo Park, Bloc Party e Franz Ferdinand. Altri artisti degni di nota sono stati Jarvis Cocker, Rolf Harris, Fairport Convention (che suonarono al primissimo Glastonbury Festival), Steel Pulse, Doves, Lady Gaga, Jason Mraz, Nick Cave, Pete Doherty, Hugh Cornwell, Maximo Park, Status Quo, The Gaslight Anthem (durante il cui spettacolo Springsteen è apparso sul palco per la loro canzone "The '59 Sound"), Madness, Dizzee Rascal, Crosby, Stills & Nash, Lily Allen, Kasabian, Florence and the Machine e Spinal Tap.
Le previsioni del tempo, inizialmente favorevoli, divennero successivamente bilanciate durante la settimana precedente - tre giorni di pioggia. Tuttavia, dopo un acquazzone pesante durante la notte di giovedì e la mattinata di venerdì che ha generato del fango, la seconda metà di venerdì e tutto il sabato sono stai pienamente soleggiati, molto caldi ed asciutti. Malgrado alcuni acquazzoni pesanti e temporaleschi nella notte di domenica, Glastonbury 2009 ha sfidato le previsioni per godere del miglior clima che ci sia mai stato al festival.

2010

L'edizione 2010 si è tenuta dal 23 al 28 giugno. I biglietti sono stati messi in vendita il 4 ottobre 2009, mantenendo la possibilità, introdotta nell'edizione precedente, del deposito di 50 sterline. Diversamente dai due anni precedenti, e più in linea con le edizioni precedenti, i biglietti sono stati esauriti in meno di 24 ore dall'inizio della vendita. Sulla Piramide si sarebbero dovuti esibire la notte del venerdì gli U2, che però il 25 maggio hanno dovuto ritirare la loro adesione a causa dei problemi di salute del cantante Bono[3], e sono stati sostituiti dai Gorillaz. Il sabato sono andati in scena i Muse, mentre la domenica è stata la volta di Stevie Wonder. Il 26 giugno 2010 sul palcoscenico della Piramide si è esibita anche Shakira. A distanza di 10 anni, tornano ad esibirsi al festival anche i Pet Shop Boys, che secondo l'organizzazione del festival sono stati uno degli eventi più spettacolare di sempre.

2011

L'edizione 2011 si è tenuta dal 22 al 26 giugno. I 130000 biglietti disponibili sono stati esauriti dopo 4 ore dall'inizio della vendita, il 3 ottobre 2010. Sul Pyramid Stage, ovvero il palco centrale, gli artisti principali sono U2, Coldplay e Beyoncé, che si sono esibiti rispettivamente venerdì, sabato e domenica. Altri artisti che si sono avvicendati sul palco principale sono stati i Biffy Clyro, Morrissey, Metronomy, Elbow, Paolo Nutini, Tinie Tempah, Laura Marling, Pendulum, Plan B. Sugli altri palchi, si sono esibiti, tra gli altri, i Primal Scream, Mumford & Sons, The Chemical Brothers, Jimmy Eat World, The Kills, Queens of the Stone Age, Kaiser Chiefs, Bombay Bicycle Club, Radiohead, Battles, Two Door Cinema Club.

2012

L'edizione 2012 non si terrà, essendo un anno "a maggese".

2013

Sono già cominciate le registrazioni per l'acquisto dei biglietti.

Per maggiori informazioni:

http://www.glastonburyfestivals.co.uk/

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