mercoledì 3 luglio 2019

Viaggio in Inghilterra: giorno 3, la Città delle Guglie

PARTE III


Ed eccoci finalmente pronti per Oxford, pronti a goderci a pieno il suo splendore, la sua storia, le sue tradizioni, i suoi colleges, e, come si dice, le sue guglie!
Dopo la classica colazione fatta di salsiccia, uova e bacon si parte a piedi pieni di entusiasmo e dopo pochi passi ecco la prima tappa che mi ero prefissato, come già detto proprio in una via traversa a quella in cui risiediamo c’è qualcosa che mi interessa in modo particolare…
Infatti a pochi passi dalla Guest House in cui siamo ospiti sorgeva niente meno che il vecchio stadio dell’Oxford City, la strada è stata chiamata “Hodges Court” proprio per richiamare il fatto che, appunto, l’ex calciatore dell’Oxford City, H.F. Hodges, realizzò il primo gol che permise alla sua squadra di conquistare nel 1906 l’Amateur Cup, a spiegarlo c’è una targa posto su un muro a mattoncini di quella che penso sia un’abitazione “normale”… beh.. piccole soddisfazioni per i malati di calcio UK come noi, in particolare per chi, come me, ama questi semplici aneddoti sul calcio che fu, pensare che lì anni fa sorgeva uno stadio mi mette i brividi, era proprio qui in mezzo alle case, vicinissimo al centro città mentre ora, purtroppo, gli stadi di entrambe le squadre cittadine, come spiegato nei precedenti racconti, si trovano molto distanti ed in luoghi abbastanza isolati ed anonimi.

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Dopo questa piccola, ma piacevole deviazione torniamo sulla strada principale che ci porta dritti in centro città, la prima cosa su cui ci soffermiamo è l’”Alice Shop”, in negozietto molto caratteristico interamente dedicato ad “Alice nel Paese delle Meraviglie”, famoso racconto scritto da Lewis Carroll, originario proprio di Oxford, qui compriamo un paio di pensierino per nostra nipote, non nascondo che c’erano talmente tante cose carine che avrei preso qualcosa di ricordo anche per me…

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Usciti dal negozio sulla parte opposta della strada c’è un cancello che porta ad un parco dove ha sede il famosissimo Christ Church, è davvero imponente ed il solo vederlo evoca grande storia e tradizione, c’è già una buona fila di visitatori, per lo più giapponesi, e per ora decidiamo di non visitarlo, ma di proseguire, lungo la via, in mezzo ad un parco, si erge un alto College dalle grandissime tradizioni, il Merton, qui sembra che non ci sia la possibilità di fare visite, da alcune finestre sentiamo gente che parla… chissà, forse un professore che sta insegnando qualcosa ad un futuro luminario della scienza o ad un futuro dottore o avvocato o … forse ad un nuovo Harry Potter che si nasconde in mezzo a noi…
Proseguendo si attraversa un piccolo cancello che porta sulla strada dove ci sono altri colleges ed il retro del Christ Church, si possono notare le infinite biciclette degli studenti parcheggiate ovunque…

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Finita la serie di colleges ci addentriamo in High Street, una via piena di negozi, molti dei quali con gadgets dedicati alla Oxford University, in uno di questi noto che ci sono maglie della squadra di rugby ed allora mi viene spontaneo chiedere se ci sono anche quelle della squadra di calcio, ma le commesse non ne sanno nulla.. come se il calcio fosse una cosa sconosciuta…
Continuando a camminare arriviamo poi a quello che sembra il vero e proprio negozio ufficiale della Oxford University (per chi non lo sapesse per Oxford University si intende l’insieme dei tanti colleges di Oxford), regna il blu scuro, infatti è questo il calore che caratterizza l’Università di Oxford, mentre l’azzurro è il colore dell’Università di Cambridge, e c’è di tutto, non sono un fan del materiale “turistico”, infatti penso che sia giusto che questo abbigliamento venga utilizzato solo dagli studenti e con chi ha a che fare per davvero con l’Università, ma stavolta mi lascio convincere da Silvia ad acquistare entrambi una felpa, ovviamente blu scura, con la classica scritta bianca “Oxford University”… dopo l’acquisto non può che scattare un po’ di confidenza con i commessi ai quali rivolgo la stessa domanda sul materiale della squadra di calcio, incredibilmente anche qui sembra che non sappiano che esiste una squadra di football dell’Università di Oxford, infatti mi rispondono parlando dell’Oxford United (come se io non lo conoscessi!!!!), cerco di fargli capire quello che intendo e gli faccio pure vedere che seguo la pagina Facebook del OUAFC, ad un certo punto un ragazzo capisce che sono un intenditore e mi fa qualche domanda dalla quale vien fuori che sono un italiano che tifa PNE, ma che ama tutto il calcio inglese, compreso quello universitario, lui è tifoso del Wycombe e così gli spiego che ho visitato Adams Park proprio pochi giorni prima e che i Wanderers hanno gli stessi colori della squadra della mia città, il Lecco… incuriosito dalla mia passione il ragazzo si informa, purtroppo di materiale sulla squadra non ne hanno, ma mi dice che l’unica cosa da fare è provare a chiedere al centro sportivo dell’Università ad Iffley Road, una tappa che mi ero già prefissato ancor prima di partire!
Salutiamo il gentile commesso con un po’ di soddisfazione… un italiano che va ad Oxford ed entra nel negozio ufficiale dell’Università e che deve spiegare ai suoi commessi che esiste una squadra di calcio proprio dell’Università… non lo avrei mai pensato, ma un po’ questa cosa mi gasa se devo essere sincero!

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Ci addentriamo in Oxford ed attraversando il “St Mary’s Passage” arriviamo in un punto cruciale dove si racchiudono in poco spazio le maggiori attrazioni, se così le possiamo chiamare… arriviamo infatti alla famosa Radcliffe Camera, una biblioteca alla quale possono accedere solo i membri, ma comunque bellissima da vedere, con la sua cupola , vicino ad essa c’è una cattedrale, la “University Church”, il “All Souls College”, con le immancabili biciclette parcheggiate.

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Poco più avanti c’è poi la meravigliosa “Bodleian Library”, appunto una libreria antichissima, l’architettura è da sogno, ci sono varie porte, tutte lavorate in modo dettagliato, che portano ai vari reparti in base alle tipologie di libri che si cercano, c’è anche un negozio con tantissime cose interessanti, libri ovviamente, ma anche tanti oggetti davvero belli, acquisto un paio di segnalibri e delle cartoline disegnate da Tolkjen con delle raffigurazioni che riguardano i suoi famosissimi libri “Lo Hobbit” ed “Il Signore degli Anelli”.. che bello.. è tutto fantastico!

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Come se non bastasse appena si esce dal cortile della Bodleian ci si trova di fronte allo splendido “Bridge of Sighs”, il “Ponte dei Sospiri” ce ne è uno anche a Cambridge, che ovviamente si ispira a quello originario di Venezia, restiamo parecchio tempo ad osservarlo ed a cercare di scattare qualche foto caratteristica.

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Poi girando alla sua sinistra si arriva ad altri edifici storici ed imperdibili, vale a dire il famoso e splendido teatro, lo “Sheldonian Theatre”, e la “Divinity School”, tutte costruzioni antiche e costruite seguendo i minimi particolari, ci sono stemmi ovunque, rifiniture bellissime su porte, cancelli e vetrate, è un piacere per gli occhi!

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Usciamo da questa zona per addentrarci poi in una via più “commerciale” con tanti negozi, fast food ecc, ma anche sede della “Carfax Tower”, un’antica chiesa della quale, dopo la Guerra, è rimasta solo questa torre, molto visitata perché salendo una scalinata al suo interno si arriva in cima e da qui si può godere di un inimitabile panorama dell’intera città di Oxford, altro spettacolo, altre foto bellissime, altre emozioni!

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Dopo la visita alla Carfax Tower ci concediamo una pausa da Starbucks dove ci servono la cioccolata con la maggior panna montata che avessi mai visto… chi va in Inghilterra sa che Starbucks c’è dappertutto ed è usato molto dagli inglesi per fare una pausa o anche per restar li a gustarsi qualcosa di caldo in poltrona mentre studia o lavora, un ambiente molto informale e così diverso dal primo aperto in Italia, a Milano, qualche mese fa, diventato invece un luogo esclusivo e “raffinato” con la coda per entrare.

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Dopo questo meritato break giriamo un po’ per le vie, in particolare Conmarket Street, ed i negozi fino ad arrivare ad un centro commerciale, praticamente all’aperto, ma ci soffermiamo poco, abbiamo infatti voglia di vivere la città e non vogliamo perderci nello shopping ed è così che ci incamminiamo verso il Magdalen Bridge, qui scorre il fiume Cherwell, da notare sulle sue sponde le barchette, che assomigliano alle gondole veneziane, ma che in realtà sono chiamate “Punts” e l’attività di guidarle viene chiamata “Punting”, ci sono dei parchi bellissimi, ma sono proprietà private del “Magdalen College” e non vi si può accedere.

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Comunque continuando su quella strada si arriva dopo una bella camminata ad Iffley Road ed ovviamente andiamo alla ricerca dell’Iflley Road Stadium, il campo sul quale gioca le proprie partite l’OUAFC, ad un certo punto arriviamo ad un grosso centro sportivo dell’Università e capisco che lo stadio (certo non dobbiamo immaginarci un vero e proprio stadio con 20.000 posti a sedere..) si deve trovare al suo interno.. entriamo indisturbati lungo una piccola via che costeggi a campi da gioco per varie discipline, qui ci sono cartelli che indicano che i pedoni hanno la precedenza sulle bici… arriviamo ad un certo punto dove c’è una reception, ma proseguendo troviamo lo stadio della squadra di rugby, il classico impianto per questo sport, con casette sullo sfondo ed una piccola tribuna… sono convinto che questo venga usato per il rugby, è evidente viste le “porte” con le due aste e per i cartelli affissi, ma anche per il calcio e sono contento di averlo trovato… poco dopo però arriva, in bici naturalmente, un giovane aitante che capisco essere un atleta e gli chiedo se questo è il campo che utilizza anche la squadra di calcio e lui, quasi sconvolto, mi risponde di no, quasi schifato dalla parola “football”, evidentemente un giocatore della squadra di rugby al quale del calcio non interessa nulla..

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Morale della favola è che quindi sono deluso e che non trovo il famoso (almeno per me) Iffley Road Stadium, andiamo così alla Reception per chiedere informazioni, incredibile, ma vero, il ragazzo che ci assiste non è a conoscenza del fatto che l’Università abbia una squadra di calcio e che ci sia uno stadio adibito a questa misteriosa disciplina sportiva!!!
Chiede ad un altro che un po’ svogliatamente ci indica di proseguire all’interno della reception dove c’è un corridoio che ci porta praticamente in mezzo a palestre, campi da basket o altro, ci sono tutti i ragazzi impegnati in varie discipline e mi sento vecchio ed inadeguato!!
Torniamo indietro e notiamo una porta, non sappiamo se sia vietato oltrepassarla… chissà mai cosa potrebbe aspettarci…. Ed ecco finalmente che aprendo la porta vediamo dinnanzi a noi un campo da atletica, ma che potrebbe benissimo essere utilizzato anche per il … football.. o almeno cosi spero.. cerco di accedere dal telefono a Facebook per vedere qualche foto delle partite dell’OUAFC e cercare di riconoscere il campo, ma non c’è connessione internet.. comunque c’è una piccola tribuna, c’è la pista di atletica, ma in mezzo un bel prato verde con le giuste dimensioni, non ci sono le porte, ma immagino e voglio sperare che le abbiano tolte ora che i campionati di calcio sono terminati..
Un ragazzo che si sta allenando è la mia “vittima”, non mi piace mai chiedere informazioni agli sconosciuti, ma quando si tratta di stadi non mi ferma nessuno… il ragazzo alla mia domanda risponde che sì.. è possibile che questo campo venga utilizzato anche dalla squadra di calcio, non ne sembra molto convinto, ma mi faccio bastare questa risposta.. mi convinco che proprio questo campo sul quale sto appoggiando i miei piedi sia quello del famoso Iffley Road Stadium…

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Non convintissimo mi decido comunque ad andarcene, sono contentissimo perché comunque mi sono addentrato nel cuore dell’Università, ho visto come vivono gli studenti al di fuori dello studio, ma soprattutto perché ho visto i luoghi in cui l’Oxford University Association Football Club gioca, un Club calcistico antico e che ha partecipato alla FA Cup dal 1872 al 1880 arrivando 5 volte in Finale e trionfando nel 1874, pur trattandosi di una squadra universitaria può vantare una storia meravigliosa e addirittura la conquista della FA Cup, sono aspetti del calcio che mi intrigano tantissimo e sono emozionato per essere riuscito ad arrivare fin qua, nei posti in cui il calcio è nato, è vero che lo Sheffield FC è considerato ufficialmente il Club calcistico in assoluto più antico del mondo, ma non dimentichiamoci che il nostro amato football è nato nelle università e nei colleges inglesi, il Cambridge University sostiene addirittura di essere stato fondato nel 1856, un anno prima dello Sheffield FC, ma a parte questo mi appassionano tantissimo queste storie, sapere che il calcio è nato in luoghi come questo in cui mi trovo ora, è un’emozione che solo chi ama questo sport come me può capire.
Poi in serata, appena avuta la connessione internet, mi sono informato meglio, l’OUAFC giocò le sue primissime partite all’University Parks, quindi immagino anche quelle di FA CUP, poi dal 1899 ad Iffley Road, ma nel campo attualmente utilizzato per il rugby, spostandosi poi nel 1921 nel campo con le piste da atletica… beh, quindi ha avuto un senso importante anche vedere il campo da rugby!!

Ah.. ovviamente non ho chiesto nulla a riguardo le maglie della squadra di calcio...


Prima di tornare in albergo giriamo ancora la città, vediamo diversi pub caratteristici, ma alla fine la scelta per cenare ricade su “Five Guys”, una catena americana molto diffusa in Inghilterra (anche in questo caso da pochi mesi è stato aperto il primo fast food anche a Milano) che fa degli hamburger che sono la fine del mondo, ci ero già stato a Belfast ed a Birmingham e non ho saputo dire di no!!

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E la scelta è stata davvero azzeccata perché abbiamo mangiato il miglior hamburger con tra l’altro vista su Oxford visto che siamo seduti ad una tavolata con sgabelli posta dinnanzi ad una vetrata che da la possibilità di vedere la città, la gente che passeggia, quella che torna dal lavoro, quella che ha i borsoni della spesa, quella che aspetta il bus, vita ordinaria, vita normale di tutti i giorni per questa gente, ma non per me che ufficialmente mi sono innamorato di questa città!

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E’ stata una giornata intensa, domani sarà quella della partenza, ma avremo comunque a disposizione tutta la mattinata prima di prendere il pullman che ci porterà in aeroporto… quindi appuntamento al prossimo racconto!!

Viaggio in Inghilterra: giorno 2, a casa della Regina..


PARTE II

Alla mattina ci svegliamo presto, riposati e carichi in vista della giornata che ci aspetta.. e ad aspettarci c’è anche un treno che ci porterà da Oxford a Windsor dove, come ben sappiamo, c’è il Castello ancora utilizzato dalla Regina e dalla Famiglia Reale nei weekend o in estate, e ad Eton, sede del rinomato College.
Su Eton c’è un motivo particolare per il quale ci teniamo particolarmente ad andare… fu infatti questa piccola cittadina la prima meta, oltre al soggiorno londinese, del nostro primo viaggio in Inghilterra, avvenuto nell’agosto del 2014, quindi quasi esattamente 15 anni fa, tanti ricordi ci riportano a quel giorno cosi lontano, soprattutto quello che ci porta a pensare al papà di Silvia che era con noi, ma che ora purtroppo ci ha lasciati.
Dopo la classica squisita colazione all’inglese, servita dai due gentili e simpatici gestori del Sportsview, usciamo dalla Guest House aspettando un bus che ci porti in centro per poi andare in stazione.. l’attesa è un po’ troppo lunga e così decidiamo di andare a piedi, il percorso non è poi così lungo e ci permette di assaporare Oxford, un po’ mi dispiace essere qui da 2 giorni, ma di non poterla visitare ancora, ma in base ai prezzi dei treni abbiamo optato per andare oggi a Windsor lasciandoci così Oxford come ultima “ciliegina sulla torta”!
Vista la fretta, non vogliamo perdere il primo treno, rimanderò a domani la tappa in White House di cui parlavo nel precedente racconto, ci incamminiamo, intravediamo scorci di Oxford, ma proseguiamo decisi verso la stazione dove riusciamo a prendere il treno per Windsor “al volo”.
Mi piacciono tantissimo questi viaggi in treno, guardo fuori dal finestrino e sogno, guardo le persone, gli inglesi e le loro abitudini, il loro modo di vestire, di parlare, la loro calma… su questo treno non avevo calcolato però che avrei trovato pure i tifosi di Aston Villa e Derby County che vanno a Wembley a giocarsi la Finale PlayOff, proprio quella che speravo di andare a vedere se ci avesse giocato il PNE…
E’ bellissimo comunque vederli insieme, certo, sono tifosi tranquilli e non certo tipi in cerca di casini, però è fantastico osservarli, sono mischiati, seduti vicini, scherzano tra di loro come se non dovessero affrontarsi in una partita così importante, sembrano rilassati, non sembra che stiano andando a Wembley, ma ad una festa, ma forse è proprio così che deve essere, perché una Finale nel Tempio del Football è sempre un’occasione particolare, da ricordare e da vivere in pieno godendosi ogni emozione, sarebbe stupido sprecare questa giornata andando a cercare pretesti per litigare con gli avversari.
Comunque a Slough scendiamo per cambiare treno e mi lascia Villans e Rams alle spalle, nella mia mente auguro loro una bella Finale, in particolare porto nella mia mente l’immagine di un padre, già abbastanza anziano, che veste una maglia storica del Villa, e di suo figlio, che invece indossa fieramente la maglia di questa stagione, due generazioni di tifosi, una passione tramandata da padre a figlio… il calcio può essere davvero bello se vissuto nel modo giusto, con vera passione e senza pensare solo alle vittorie, ma piuttosto ad essere orgogliosi della propria squadra, della propria città e delle proprie tradizioni.
Ad ogni modo da Slough arriviamo velocemente a Windsor, già dai finestrini del treno si intravedeva l’imponente Castello che domina tutta la città, è un’emozione essere finalmente qui.
Scesi dal treno ci si trova già in una galleria di negozi, fedele al mio “credo” Casual nel vestire cerco subito il negozio Aquascutum che avevo letto essere proprio qui… ma non c’è.. infatti poi scopro che ha chiuso già da qualche tempo.. peccato, ma non è lo shopping lo scopo principale della visita a Windsor… appena fuori da questa galleria eccoci di fronte al Castello, è grandissimo e c’è già un gruppo di turisti in fila per visitarlo, siamo indecisi se fare anche noi il tour, ma io preferisco vedere prima un po’ la città, così, dopo esserci goduti lo spettacolo del Castello ed aver fatto qualche foto, ci dirigiamo verso High Street, la via principale piena di negozi e pub, alcuni davvero bellissimi come il “The Piper” o il “The Queen Victoria”, entro nel negozio della Barbour e giriamo un po’ fino a quando trovo la famosa “The Crooked House”, un’antica casa da tè poi ricostruita con una forma ad “inclinazione oltraggiosa”, come si dice, che ora è una gioielleria particolare propria perché ha una forma strana ed inclinata che la rende storta.

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Più tardi torniamo verso il Castello e restiamo assolutamente sorpresi dall’incredibile fila che si è formata per visitarlo!! E’ infinita, oggi in Inghilterra è bank Holiday e quindi la gente non lavora, è improponibile pensare di mettersi in coda e quindi decidiamo di andare intanto ad Eton e poi di vedere al nostro ritorno come sarà la situazione.
Eton si raggiunge facilmente a piedi, si arriva al Windsor Bridge, un piccolo ponte pedonale, ed una volta attraversato si è nella città del famoso College, è proprio qui che ho i miei maggiori ricordi della nostra visita di 15 anni fa, ricordo benissimo il ponte, la vista, il ristorante che però un tempo si chiamava “The House on the Bridge” e che oggi è diventato invece “Cote Brasserie

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Dopo esserci goduti la vista del Tamigi, da qui si vede anche il Castello, ci incamminiamo verso il College, la strada non è corta, su entrambi i lati ci sono negozi, abitazioni, pub, tutti colorati, molti hanno le Union Jack appese, la via è spettacolare nel suo insieme, mi colpiscono in particolare i negozi che vendono vestiti per gli studenti del College, vestiti formali, divise, tutto molto tradizionale, tutto bellissimo.

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Restiamo un po’ delusi quando arriviamo al College perché un cartello dice che le visite sono momentaneamente interrotte, cerchiamo di parlare con un custode che intravediamo da una finestra per capire per quanto resterà chiuso, ma lui fa finta di non sentirci… facciamo un giro nei dintorni riuscendo anche ad entrare in un giardino del College, ricordo che ci eravamo stati anche 15 anno quando lo visitammo, poi torniamo ed il simpatico signore in tutta risposta ha fatto una correzione al cartello che ora indicava che le visite sono sospese per tutta la giornata.
Un po’ di delusione perché mi sarebbe piaciuto rivederlo, ci sembra strano che non si possa visitare mettendoci nei panni di persone che magari sono venute fino a lì apposta per vedere il College… non il nostro caso, infatti il nostro scopo era visitare il Castello… e quindi decidiamo di tornare sperando che la fila sia diminuita..

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Prima però è d’obbligo una tappa in un pub per mangiare, dissetarci e riposare… la scelta ricade sul “The Eton Mess”, non sembra un pub “rozzo”, anzi, in linea con lo stile “Etoniano”, è un posto di classe, molto raffinato, ma con anche tanta tradizione.. pure gli hamburger sono raffinati ed infatti faccio fatica a trovarne uno con degli ingredienti “normali”… alla fine me ne faccio preparare uno personalizzato e chiedo una birra tipica locale, mi portano una lager della “Republika”, un birrificio del posto, molto buona.
Il locale è davvero bello e me lo immagino quando è pieno di studenti, mi trovo benissimo ed è quasi un peccato andarsene, ma Windsor ed il suo Castello ci aspettano!

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Una volta sul ponte decidiamo di fare una deviazione, scendiamo e praticamente ci troviamo sul Tamigi, anche qui è bellissimo, ci sono locali ed è pieno di gente.

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Comunque intorno alle 16 arriviamo a Windsor e scopriamo con grande piacere che la coda non c’è praticamente più, infatti l’ultimo ingresso permesso è alle 16.30, ne approfittiamo e dopo una breve attesa siamo all’interno del favoloso Castello, la cosa che più impressiona è che non si tratta di un vecchio castello in disuso, ma in piena attività, in quegli stessi posti in cui mi trovo passeggiano probabilmente anche i membri della Famiglia Reale, le sale, le stanze che visitiamo sono ancora utilizzate per ricevimenti e occasioni formali.
Visitiamo delle sale incantevoli adornate di un numero infinito di stemmi delle varie Casate, antichi simboli di cavalieri, qui sono stati nel corso degli anni investiti i membri ad esempio dell’”Ordine della Giarrettiera”, un antico e nobilssimo Ordine , risalente al Medioevo, il più elevato ordine cavalleresco del Regno Unito al quale fa capo il Sovrano in persona.
Rimango davvero affascinato da questi locali, dai suoi dipinti, da ogni particolare curato nei minimi dettagli, sono assolutamente colpito da tutti quegli stemmi, penso ai Cavalieri che sono stati un queste stesse sale tanti anni fa, penso all’onore di questi privilegiati che però lo hanno conquistato attraverso atti di valore che li hanno resi meritevoli di tanto rispetto da parte del Sovrano.

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Terminata la visita, ne è valsa davvero la pena, andiamo sul retro del Castello, dove c’è un lunghissimo viale alberato che, attraverso i prati, porta appunto al Castello, in pratica è quello utilizzato dalla Famiglia Reale durante le cerimonie, quando arrivano con le loro eleganti carrozze, ricorderete le immagini dei matrimoni dei principi Harry e William!

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Noi siamo già sul piazzale del Castello, quindi al termine della lunga passeggiata, ma comunque la percorriamo a ritroso per un tratto giusto per godercela e per vedere il Castello in lontananza, ci riposiamo un po’ sul prato e poi ci rendiamo conto che è ora di prendere il treno… anche stavolta, come alla mattina, lo prendiamo quasi per caso, infatti ci eravamo quasi convinti di perderlo e di dover aspettare quello dopo ed invece ce la facciamo per pochi secondi, beh, devo ammettere che non mi sarebbe dispiaciuto restare a Windsor un’altra ora… ma è giusto tornare e così questa splendida giornata termina ad Oxford dove mangiamo qualcosa di veloce prima di riposare in vista del giorno successivo… sono stati due giorni meravigliosi, ma adesso non vedo proprio l’ora di godermi la “Città delle Guglie”!