sabato 27 agosto 2016

This is Albion: Matchday, PNE vs Fulham

Dopo la bellissima giornata passata in Galles, arriva il sabato che come ben sappiamo in UK significa soprattutto una cosa: football.
E' il matchday, finalmente si torna a Deepdale dove il North End ospiterà il Fulham, un avversario difficile, ma contro il quale ce la possiamo giocare cercando di reagire alla sconfitta arrivata a Reading la settimana precedente.
In mattinata, dopo una nutriente Full English Breakfast, facciamo un giro veloce per le vie del centro di Preston per fare un pò di shopping, ma il tempo non è molto, infatti alle 11.30 abbiamo appuntamento con un amico, Ian, che verrà a prenderci in macchina per andare allo stadio e, come da rituale, al pub per vivere in pieno l'atmosfera pre-match.
Ian arriva puntuale, siamo contenti di rivederci, la sua vecchissima Golf ci porta a Deepdale per ritirare i tickets acquistati on line e per andare allo shop dove compro ovviamente la nuova maglia home, il grosso dubbio era... far mettere il n. 14 ed il nome di Garner oppure no? Nonostante sia in assoluto tra i miei giocatori preferiti non avevo mai acquistato una maglia con il suo nome e stavolta ero deciso a farlo, ma il dubbio arrivava a causa delle voci che lo vorrebbero in partenza per andare ai Rangers... alla fine decido per Garner, sono fiducioso, spero che resti, ma anche se dovesse andarsene (come poi accadrà nei giorni successivi...) vestirò con orgoglio la maglia del nostro giocatore migliore in questi ultimi anni!




Poi si va al Moorbrook Inn per un paio di birre, poco dopo ci raggiungono altri amici ed è un piacere parlare con loro, rivederli e poter vivere con loro l'attesa della partita, questo è davvero un bel pub, c'è anche un giardino esterno con un forno a legna per poter preparare delle ottime pizze.
















Intorno alle 14 facciamo tappa in un altro pub, il St Gregory's ed anche qui possiamo incontrare amici e conoscenti che sono contentissimi di poterci rivedere.



Il tempo passa e quasi non ci accorgiamo che si stanno avvicinando le 15, ci incamminiamo quindi verso Deepdale, questa è una passeggiata che amo sempre fare, mi sento parte effettiva della massa di tifosi che si porta in direzione dello stadio che si riesce anche ad intravedere in lontananza.



E' talmente tardi che non riusciamo a passare dal Finney's bar, c'è solo il tempo per acquistare il match programme e poi ci dirigiamo insieme ad Ian ed altri due suoi amici verso la Town End dove abbiamo i posti vicini.
Ci sediamo giusto in tempo per vedere le squadre entrare in campo accompagnate dalle note di "This is the one" e dagli applausi del pubblico, a dir la verità lo stadio non è pieno, molti sono ancora in ferie e di questo ne risente anche l'atmosfera che durante tutto il match non è il massimo, anche qui nella AKTE partono alcuni cori che solo in pochi accompagnano.






La partita non è molto bella, il Preston gioca male, Garner si da un gran da fare, ma l'attacco si conferma troppo sterile e soltanto l'ingresso di Robinson nella ripresa riesce a dare un pò di vivacità.
I Cottagers si sono portati sullo 0-2 ed è stato poi nel finale proprio Robinson a trovare il gol che ha riaperto il match e dato finalmente un pò di entusiasmo al pubblico che ora spinge con maggiore convinzione i ragazzi alla ricerca del pareggio.
Proprio alla fine del recupero arriva il pareggio di Beckford, esplodiamo in urla di gioia, ma queste vengono soffocate dall'inspiegabile annullamento del gol.. grande rabbia, ci eravamo illusi, ma resta il rammarico perchè secondo noi, come poi dimostrato a fine partita, il gol era valido, sarebbe stato un punto preziosissimo dopo la sconfitta arrivata alla prima giornata..
La partita termina così con la vittoria degli ospiti per 1-2, sono abbastanza deluso per il risultato, per la prestazione, per le voci sempre più insistenti dell'addio di Garner, che infatti a fine partita saluta la Town End in un modo un pò diverso dal solito che mi fa intuire che effettivamente ci lascerà, ma anche per l'atmosfera ... mi aspettavo di più, volevo più entusiasmo, più gente, più cori come successo in altre partite, ma evidentemente quella di oggi è stata una partita andata male sotto tutti i punti di vista, speriamo di rifarci alla prossima contro il Derby County.




A fine partita salutiamo Ian ed i suoi amici ed andiamo al Players Lounge dove ci aspetta Janice, restiamo lì per circa mezz'ora, vediamo alcuni giocatori, ma di Garner non c'è traccia, secondo molti la decisione della sua partenza è ormai già stata presa.



Dopo aver salutato Janice ci incamminiamo verso il Sumners Pub dove ritroviamo Ian, ma la maggior parte dei tifosi se ne è già andata, restiamo lì per un pò di tempo a bere una birra ed a chiacchierare poi, non riuscendo a contattare Trevor, con il quale c'era una mezza intenzione di andare in un altro pub, decidiamo di andare a cenare in un ristorante italiano, Marino's, che si trova a pochi passi di distanza e dove già da anni volevo provare a mangiare anche dopo aver scambiato qualche battuta tramite Facebook con i proprietari.







Infatti quando arriviamo mi presento e, potendo finalmente parlare in italiano, parlo un pò con uno dei proprietari che incuriosito vuole sapere i motivi per cui mi trovo qui a tifare Preston North End!
La cena è ottima, per una sera mi concedo una bella carbonara, e l'ambiente sembra molto accogliente ed il personale molto gentile ed ospitale.
Ian è contentissimo di mangiare italiano, non penso gli capiti spesso, la serata scorre in modo piacevole e terminata la cena torniamo in albergo con un taxi, l'appuntamento con il nostro amico è per martedi sera, saremo ancora insieme in Town End per sostenere la nostra squadra.


Arrivati in hotel, dove abbiamo il wifi libero per poterci connettere in internet, ricevo in grande ritardo un messaggio di Trevor che ci invitava allo Sherwood Pub... ormai è tardi e siamo già in albergo, dobbiamo purtroppo rifiutare, peccato non aver potuto divertirci insieme anche ad altri amici, ma la serata è stata comunque bella e forse è stato meglio così... troppe birre non mi avrebbero certo fatto bene soprattutto considerando che il giorno dopo dovremo affrontare una bella, ma lunga ed impegnativa gita nel Lake District!
Concludo così la serata con gli immancabili gol della giornata calcistica, è divertente poi vedere a MOTD Gary Lineker condurre la trasmissione in boxer.... per onorare una scommessa fatta in occasione della conquista della Premier League da parte del Leicester al termine della scorsa stagione!!

E' stata una giornata come sempre meravigliosa, quando c'è il football e quando c'è il PNE è sempre fantastico, alla fine i risultati contano fino ad un certo punto, la cosa più importante è vivere il calcio insieme agli amici vivendo in pieno ogni emozione.

venerdì 26 agosto 2016

This is Albion: Rhyl e Conwy

Ci risiamo, il richiamo era troppo forte, si pensava di cambiare meta per questa estate, si pensava di dover rinunciare alle vacanze per varie vicissitudini, ma alla fine in un modo o nell'altro, ci siamo ricapitati.. ed eccoci, io e Silvia, sul suolo britannico ancora una volta ed è stato ancora fantastico, mai queste Terre mi deluderanno, mai potranno apparire poco attraenti ai miei occhi, questa volta il nostro viaggio ci ha portati a toccare non solo l'Inghilterra, ma anche il Galles del Nord e la Scozia, i cosiddetti "Scottish Borders".
Come al solito risiediamo a Preston, dove assisteremo a due partite del Preston North End, perchè il football ed in particolare il PNE non potrebbero mai mancare in questi viaggi in Terra d'Albione, ma sfruttiamo al massimo i cinque giorni pieni a nostra disposizione organizzando un itinerario che mi entusiasmava già da parecchi giorni  e che adesso che siamo qui non vedo l'ora di poter vivere di persona.
L'arrivo a Preston è come ogni volta un susseguirsi di emozioni, sta cominciando a diventare una città famigliare, ma non sarai mai una cosa normale arrivarci, ogni luogo mi riporta a ricordi di viaggi passati, ma ogni volta sono pronto a vivere nuovi momenti magici ed indimenticabili.
Il primo giorno disponibile è venerdì, siamo arrivati all'aeroporto di Manchester la sera precedente, e subito si tratta di un viaggio "impegnativo" dato che ci svegliamo alle 6 di mattina per prendere il treno che ci porterà da Preston al Galles del Nord e precisamente prima a Rhyl e poi a Conwy.
La giornata è bellissima, a Preston c'è qualche nuvola, ma le previsioni dicono che in Galles ci sarà il sole, prendiamo il treno delle 6.57 che a differenza delle corse successive fa un solo cambio a Warrington. E proprio qui abbiamo una sorpresa che ci allarma... treno in direzione di Holyhead cancellato!! Vabbè... portiamo pazienza, facciamo colazione in stazione ed attendiamo il treno successivo che arriva circa un'ora dopo, l'entusiasmo è talmente alto che supera di gran lunga la delusione per questo ritardo che potrebbe un pò complicare i nostri piani.
In ogni caso arriviamo a Rhyl intorno alle 10,00, non c'è ancora in giro molta gente, la città è tranquilla e subito andiamo sul lungo mare dove regna la tranquillità, in spiaggia non c'è ancora praticamente nessuno e tira un vento forte e freddo, si sentono solo i gabbiani e qualche bar che sta iniziando ad aprire.









Sul lungo mare le giostre sono ancora ferme, passeggiamo ammirando il mare e scattando qualche foto, poi, visto che a questo orario (a questo punto è andata bene cosi, se fossimo arrivati addirittura un'ora prima...) la città "ancora dorme" decidiamo (o meglio... decido...) di andare a visitare il "Bellevue", o "Corbett Stadium", la casa del Rhyl FC, la squadra gallese per la quale da diversi anni nutro una piccola, ma bella simpatia... non nego che la scelta di visitare questa città non sia stata un caso..  camminiamo tornando verso la stazione e poi da lì, attraversando un parco, intravediamo finalmente i riflettori dello stadio.







Arriviamo, sembra tutto chiuso, c'è un piccolissimo Club Shop improvvisato, ma non c'è nessuno, ma avvicinandoci scopriamo che c'è un cancello aperto che ci conduce dritti dritti all'interno dello stadio!
Una piacevole sorpresa che non mi aspettavo... non mi sembra vero di poter essere entrato senza dover chiedere niente a nessuno.. c'è l'addetto al campo che sta annaffiando il terreno di gioco, non ci dice nulla, quindi restiamo dentro parecchi minuti a scattare foto e ad ammirare questo piccolo, ma accogliente stadio, immagino a questa piccola squadra gallese "The Lilywhites" (stesso nickname del mio Preston NE) giocare qui dentro, immagini gli spalti occupati dai suoi tifosi che in un certo senso si "accontentano" di questo football così lontano dai fasti della Premier League Inglese o di altri campionati, il Rhyl gioca nella massima serie gallese, ma ben conosciamo che il livello di questo campionato è probabilmente pari a quello della non-league inglese.







Quando usciamo salutiamo e ringraziamo il giardiniere, persona di pochissime parole, e d'incanto troviamo lo shop aperto... poi capisco che è stato aperto apposta per noi, vedendo delle persone cosi interessate allo stadio hanno evidentemente fiutato l'affare... infatti acquisto una maglia di un paio di stagioni fa, una spilla, un match-programme ed un libro che celebra la stagione 2008-09 durante la quale il Rhyl si laureò Campione del Galles.



Anche le persone che gestiscono lo shop sembrano molto riservate ed anche quando spiego che arrivo dall'Italia non sembrano interessati... l'unico gesto simpatico è che, vista la spesa fatta, mi regalano una seconda spilla.
In ogni caso saluto e ce ne andiamo certamente soddisfatti, chissà cosa avranno pensato di noi, manterrò di sicuro un ricordo piacevole di questo stadio e continuerò a seguire con simpatia le vicende di questa squadra del Galles del Nord.
Torniamo a piedi sul mare attraversando il centro città nel quale ci sono negozi e gli immancabili pub, adesso la città sembra essersi svegliata, anche le giostre sono aperte, c'è un pò di gente sulla spiaggia ed all'ora di pranzo mangiamo il classico fish & chips in un tipico locale sul lungo mare che ci fa sentire a tutti gli effetti in mezzo alla gente del posto, Rhyl è certamente una città meno turistica rispetto a Llandudno ad esempio, città del Galles del Nord vicina e sempre sul mare che avevamo visitato tre anni fa, ed anche il lungo mare è molto meno affollato e non ci sono bancarelle, mercati o particolari attrazioni.




Nel primissimo pomeriggio torniamo in stazione per spostarci ancora più in su, a Conwy, città sempre sul mare, ma caratterizzata anche dalla presenza di un imponente castello che la domina in modo spettacolare.
Il treno che ci porta a Conwy è piccolo e vecchio e mi fa sentire ancora di più nel vero Galles, c'è un pò di agitazione perchè Conwy è una fermata "a chiamata", il treno lì si ferma soltanto se ci sono passeggeri che devono scendere, quindi avvisiamo subito il controllore, sperando che si ricordi di noi!
Tutto va bene, anche altri passeggeri devono scendere a Conwy ed il treno si ferma, al primissimo impatto mi innamoro subito di questa piccola cittadina, la stazione è piccolissima, non c'è nemmeno la biglietteria e già da qui si intravedono le mura del castello.
Facciamo una piccola scala esterna e siamo già fuori dalla stazione e ci addentriamo in un paesaggio quasi fiabesco, nella piazza principale, la Lancaster Square, c'è la statua di Llewelyn ap Iorwerth (Llewelyn the Great) (c. 1172 – 11 April 1240)  che fu un Principe di  Gwynedd nel Galles del Nord che dominò l'intero Galles per 40 anni.
Dalla piccola, ma bellissima piazza si scende verso la Rose Hill Street, una via davvero caratteristica, piena di negozi tipici con le specialità locali, resto subito affascinato e vorrei non dovermene più andar via... 












Scendiamo lungo la via, si intravede il mare al quale arriviamo pochi minuti più tardi, qui a differenza di Rhyl e Llandudno non c'è la spiaggia, ci sono molto vecchie barche attraccate con sullo sfondo l'imponente castello e lo scenario è veramente meraviglioso; molte persone stanno pescando e sul lungo mare ci sono molti attrezzi usati appunto dai pescatori, qui ci sono diversi turisti, per la maggior parte, credo, giudicando dalla lingua parlata, arrivano dall'Inghilterra o da altre parti del Galles, e c'è fila per visitare la "Smallest house in Great Britain", una piccolissima costruzione definita, appunto, la casa più piccola di tutta la Gran Bretagna.












L'intera città è contornata dalle antiche mura sulle quali passeggiamo per un certo tratto potendo così ammirare il panorama e la città dall'alto, andiamo poi verso l'ingresso del castello, ma non abbiamo abbastanza tempo per visitarlo e preferiamo quindi continuare a visitare questa splendida cittadina che è entrata di diritto nel mio cuore e tra le preferite tra quelle visitate nei miei viaggi... e poi il Galles esercita sempre un fascino per me irresistibile, spero davvero di poter tornare quanto prima in queste zone.










Arriva il triste momento di salutare anche Conwy, arriviamo in stazione, ma ci accorgiamo che per raggiungere il binario 2, dove arriverà il nostro treno, bisogna nuovamente uscire e tornare in strada per poi girare intorno alla stazione per arrivarci... per fortuna eravamo arrivati in anticipo altrimenti sarei stato destinato a restar lì per la notte visto che non ci sarebbero poi stati altri treni... beh.. a pensarci bene non sarebbe stato affatto male, ma non me lo sarei potuto permettere dato che il giorno successivo sarebbe stato... il giorno del football a Preston!


Il treno che ci riporta a Preston è intorno alle 18, stavolta dobbiamo fare due cambi, a Crewe ed a Chester, il viaggio è abbastanza lungo, ma sono convinto che ne è assolutamente valsa la pena, Conwy resterà per sempre nel mio cuore, spero di tornarci un giorno anche se solitamente preferisco visitare nuove città.

sabato 4 giugno 2016

Quando Finney affrontò Eusebio

Tutti conosciamo la storia di Sir Tom Finney, la grande leggenda del Preston North End e della Nazionale Inglese, ma forse qualcuno non sa di quella volta che il campione inglese affrontò in un match europeo Eusebio, il giocatore portoghese più forte di sempre.
Finney terminò la sua fantastica carriera con il Preston North End nel 1960, giocando la sua ultima partita ufficiale il 30 aprile di quell'anno a Deepdale contro il Luton Town, una carriera che lo ha visto protagonista in campo e fuori, grazie alla sua personalità che lo ha reso un esempio ed un campione agli occhi di una città intera, la sua Preston.
Abbiamo già scritto molto su questo grandissimo uomo, che purtroppo ci ha lasciati il 14 febbraio 2014, si potrebbe scrivere all'infinito delle sue prodezze sui campi di calcio, ma anche di quanto fatto per la sua città e la sua Nazione durante e dopo la sua carriera da calciatore, ma questa volta vogliamo raccontare una storia particolare alla quale avevamo già accennato scrivendo a proposito della storia di questo compianto campione.
Sir Tom, come ben sappiamo, ha sempre giocato gare ufficiali per il Preston North End e per la Nazionale Inglese, rendendolo una leggenda del Club del Lancashire oltre che dell'intera Inghilterra, ma ci fu un'eccezione, un'eccezione molto particolare che all'età di 41 anni gli consentì di giocare una partita europea per Club, un'opportunità che purtroppo il North End non gli aveva mai dato, e di affrontare una squadra portoghese fortissima come il Benfica sfidando di conseguenza la stella di quella squadra, il leggendario Eusebio.
Tutto questo avvenne nel 1963, Finney, come detto, si era ritirato nel 1960 ed all'età di 41 anni non avrebbe probabilmente mai pensato di poter calcare ancora una volta i campi da calcio, perlomeno in modo ufficiale, ed addirittura di poter giocare una partita europea contro il grande Benfica del grande Eusebio, questa opportunità non gliela diede il suo PNE o un'altra squadra inglese, magari una di quelle che in Europa ci giocava ogni stagione, ma il semisconosciuto Distillery, Club nordirlandese, oggi chiamato Lisburn Distillery, con sede proprio nella città di Lisburn che si trova nelle vicinanze di Belfast e che è situata sul fiume Lagan che la divide tra le contee di Antrim e Down.
Il Distillery aveva infatti conquistato il Titolo di Campione nel campionato dell'Irlanda del Nord nella stagione precedente, la 1962-63, guadagnando così per la prima volta nella sua storia l'accesso al primo turno della Coppa dei Campioni nella stagione 1963-64.
Per il Distillery quello fu il sesto Titolo conquistato dopo quelli delle stagioni 1895–96, 1898–99, 1900–01, 1902–03, 1905–06 (condiviso con Cliftonville), il primo però che gli concesse di giocare in Coppa dei Campioni (istituita solo nel 1955), ma anche l'ultimo della sua storia sino ad oggi, e quindi la partita contro il Benfica sarebbe stato un evento storico ed importantissimo per il piccolo Club nordirlandese che andava a sfidare un Club invece glorioso e blasonato che aveva conquistato la massima competizione europea nelle stagioni 1960-61 e 1961-62 ed arrivando in finale anche in quella successiva e precedente a questa edizione. 

Distillery 1962-63


I festeggiamenti per il Titolo conquistato nel 1963
Benfica 1963-64

La partita di andata da giocarsi al Windsor Park di Belfast (stadio del Linfield) era in programma per il 25 settembre 1963 e per questo giorno così importante il Club era probabilmente in grande agitazione, ma allo stesso tempo voleva che la squadra potesse fare la miglior figura possibile dinnanzi al Benfica ed a tutta l'Europa, per il proprio prestigio, ma anche per quello di tutta l'Irlanda del Nord, Nazione non abituata a partite di questa importanza.
Quella per il Distillery sarebbe stata la partita più importante in tutta la sua storia, negli anni a venire nel 1970 sfidò in Coppa Uefa il Barcellona, ma fu questa, contro il Benfica, la partita che tutti avrebbero ricordato per sempre.
Per tutti questi motivi Mr George Eastham, manager del Distillery, pensò che per poter affrontare una squadra così forte gli sarebbe servito un grande giocatore, uno che fosse disponibile a giocare questa unica partita e libero da contratti professionistici con altri Club... fu così che il suo pensiero andò subito ad un grande campione "in pensione", ma ancora nella forma fisica giusta per poter giocare questi novanta minuti così importanti per la sua squadra, quel campione era ovviamente il leggendario Tom Finney, un "One man Club" che però sarebbe stato forse disposto a vestire una maglia diversa, ma sempre bianca, da quelle di PNE e Nazionale Inglese, per poter realizzare il sogno di giocare una partita europea per Club.
La parte difficile per Eastham era proprio quella di riuscire a convincere Finney e per farlo il 15 agosto 1963 attraversò il Mare d'Irlanda per andare a Preston dove incontrò di persona l'ex campione presso gli uffici della sua attività a Moor Lane.
Finney a quei tempi si allenava una sera alla settimana con la squadra giovanile del Preston NE per mantenersi in forma in vista dei vari eventi al quale era chiamato a partecipare come ad esempio testimonial match e partite di beneficenza e quindi un suo eventuale impiego nella partita contro il Benfica non sarebbe stato in nessun modo fuori luogo, anzi la classe che lo aveva contraddistinto sui campi di calcio era ancora ben intatta ed avrebbe certamente potuto fare gran comodo al Distillery che non disponeva assolutamente di giocatori del suo livello... anche a 41 anni Finney sarebbe stato senza ombra di dubbio la stella della squadra nordirlandese e con la sua classe avrebbe potuto condurre in compagni di squadra a compiere una grande impresa, proprio quello che voleva Eastham.
Certo, per prepararsi a quella partita Tom Finney avrebbe dovuto comunque intensificare il suo programma di allenamenti, un conto era giocare saltuariamente partite senza nulla in palio, un altro era affrontare, anche se solo per novanta minuti, il Benfica, squadra composta da grandi campioni internazionali, ma probabilmente questo per lui non rappresentava un grande problema... il problema vero era forse quello di dover rappresentare una squadra che non era il Preston North End, una squadra che non sentiva sua.
In qualche modo però, nonostante i dubbi manifestati dal campione, Eastham riuscì nell'impresa di convincerlo e proprio in quel giorno Finney venne ufficialmente registrato per giocare quella partita, solo ed esclusivamente quei novanta minuti, mentre non avrebbe partecipato alla trasferta a Lisbona, in Portogallo, per la partita di ritorno.
Nei giorni che precedettero la sfida Finney si allenò con serietà ed impegno volendo onorare, come nel suo stile, l'impegno preso garantendo così che avrebbe fatto del suo meglio per il Distillery.
L'attesa a Belfast era alta, in un giorno solo Windsor Park avrebbe ospitato Finney ed Eusebio, il Distillery, una delle tante squadre della città nordirlandese e non di certo la più vincente e famosa, avrebbe avuto l'onore di avere un fuoriclasse nella sua formazione, già, Tom Finney avrebbe indossato la maglia dei Whites, per una volta sola, ma a quei tifosi, a questo Club, sarebbe bastata, sarebbe stata abbastanza per poter dire di averlo potuto vedere giocare a football e per di più di averlo potuto ammirare mentre rappresentava proprio la loro squadra.
Arrivò poi il giorno della sua partenza per Belfast dall'Aeroporto Speke di Liverpool, conosciuto anche con il nome commerciale di Liverpool John Lennon Airport, dove, prima di salire a bordo dell'aereo, dichiarò "Non vedo l'ora di giocare la partita, ho accettato con riluttanza, ma lo farò solo per questo unico match e farò del mio meglio".
Finney incontrò i suoi improvvisati compagni di squadra solo il giorno della partita, posso immaginare l'emozione di quei ragazzi, ma anche di quanto fossero onorati di poter giocare al fianco di Finney, un campione che tutti conoscevano ed ammiravano; Eastham decise di schierarlo al centro dell'attacco e di affidargli la fascia di Capitano, un riconoscimento dovuto non solo per il fatto che avesse accettato di giocare questa partita, ma anche e soprattutto per la sua esperienza e per quanto fatto nel corso della sua lunga e gloriosa carriera.

Queste le formazioni che scesero in campo in quella notte storica:

Distillery: Kennedy, Meldrum D., Patterson, Kennedy, Gregg, Ellison, Campbell, Meldrum J., Anderson, Finney, Hamilton

Benfica: Pereira, Cavem, Raul, Cruz, Germano, Humberto, Eusebio, Serafim, Yauca, Coluna, Simoes




Tutto era pronto al Windsor Park di Belfast, uno stadio che aveva già portato fortuna a Finney dato che proprio lì giocò la sua prima partita con la maglia della Nazionale Inglese, fu anche la prima partita del dopoguerra per l'Inghilterra, segnando anche un gol nella netta vittoria per 7-2 degli inglesi contro la Nazionale Nordirlandese, ed ancora lì segnò il suo trentesimo ed ultimo gol per i Tre Leoni segnando il gol del definitivo pareggio per gli inglesi nel 3-3 finale della partita giocata nel 1958 sempre contro l'Irlanda del Nord.
E fu 3-3 anche quella volta a Windsor Park, ma stavolta ad affrontarsi erano il Distillery ed il Benfica, fu un pareggio assolutamente di grande prestigio per gli irlandesi ed il contributo di Finney fu decisivo tanto che un articolo di quei tempi diceva che l'ex giocatore del Preston causò ai tifosi irlandesi due sentimenti opposti, quello del giubilo per la sua grande prestazione, e quello del dispiacere perchè già sapevano che il campione non avrebbe giocato la partita di ritorno a Lisbona dove poi il Distillery avrebbe perso per 5-0 venendo così eliminato dalla competizione europea.
Ma quella resterà per sempre una notte storica per il Distillery e per l'Irlanda del Nord, a Windsor Park andò di scena un grandissimo spettacolo e la squadra di casa riuscì nell'incredibile impresa di segnare tre gol al fortissimo Benfica fermandolo su un inaspettato e sorprendente pareggio.
Quella notte c'era un'atmosfera molto particolare a Belfast ed a Windsor Park i  19.326 tifosi accorsi nonostante la forte pioggia erano eccitati per questa partita così inedita e prestigiosa, accorsero in tanti per vedere il piccolo Distillery sfidare il grande Benfica, ma anche per vedere con i propri occhi le gesta di due fuoriclasse come Finney ed Eusebio, un "amico per una notte" ed un "nemico per questa notte e per quella di Lisbona", ma entrambi rispettati per le loro rispettive carriere e per la loro innegabile classe che li contraddistingueva in campo e che li faceva subito sembrare i più forti tra i 22 che si sfidavano.
Sotto quella pioggia torrenziale non servirono i riflettori di Windsor Park per illuminare Finney che subito dopo nemmeno un minuto di gioco riuscì a liberarsi tra i difensori portoghesi e ad innescare con un passaggio preciso l'accorrente Kennedy che calciò a rete battendo il portiere avversario e trovando così l'immediato gol del vantaggio per gli irlandesi.
La maggiore esperienza permise ai lusitani di trovare dopo pochi minuti, al 15°, il gol del pareggio con Serafin, ma al 25° un'altra magia di Finney permise ad Hamilton di riportare in vantaggio il Distillerey per la gioia del pubblico, incredulo, ma entusiasta nel vedere la propria squadra prevalere sui campioni portoghesi.
Il vantaggio della squadra di Eastham resistette quasi fino all'ora di gioco, ma poi ci pensò proprio Eusebio a riportare il risultato in parità al 58° e soltanto due minuti più tardi il Benfica realizzò anche il gol del 2-3 firmato ancora una volta da Serafin.
A questo punto il pubblico di Windsor Park sembrava doversi rassegnare, ma qualcuno ancora non si voleva arrendere, era il Capitano della squadra, era la leggenda del Preston North End, era quel 41enne che correva ancora come un ragazzino, era quel "ragazzino" che quella sera vestiva la maglia bianca non del PNE, non dell'Inghilterra, ma del piccolo Distillery, era Tom Finney che con la sua consueta classe deliziò ancora una volta quei tifosi, che per una notte ebbero il privilegio di poterlo ammirare, regalando loro un'altra giocata decisiva che permise ai Whites di segnare ancora, stavolta con Ellison, di vivere un sogno che sarebbe stato ricordato per sempre nella storia del Club.
Finì 3-3, fu uno spettacolo irripetibile, la prestazione di Finney sarebbe stata ricordata per gli anni a venire ed i fortunati presenti al Windsor Park quella sera avrebbero certamente potuto raccontare quello che vissero, il susseguirsi di emozioni, la sofferenza, la paura, la speranza ed infine la gioia per quel pareggio insperato, quel pareggio prestigioso che valeva come una grande vittoria.
Non ci sono grandi dettagli su quanto accadde alla fine di quel match, immagino che compagni ed avversari si complimentarono con quel "ragazzino di 41 anni", immagino che la folla era entusiasta ed incredula per quanto aveva visto, ma mi piace soprattutto immaginare, e sono convinto che sia successo per davvero, che i due grandi campioni, Finney ed Eusebio si salutarono e si fecero i complimenti a vicenda, quella sera brillò soprattutto la stella del giocatore inglese, ma la fama e la classe del portoghese non era di certo in discussione ed il rispetto tra quei due uomini era certamente lo stesso.
In quella battaglia in mezzo alla tempesta in quella fredda notte sotto il cielo di Belfast due stelle illuminarono il Windsor Park, due campioni diversi, di epoche diverse, Finney era purtroppo alla fine della sua carriera già da tre anni, mentre Eusebio era nell'apice dei suoi anni da calciatore, due grandissimi di questo sport che a loro modo lasciarono per sempre il segno "incrociandosi" solo una volta, solo quella notte. 
Fu incredibile come Finney a 41 anni e ritiratosi dal calcio da tre anni riuscì a giocare quella partita per tutti i novanta minuti deliziando la folla con le sue splendide giocate di classe e soprattutto rendendosi protagonista assoluto soprattutto in occasione di tutti i gol realizzati dal Distillery, anche quella sera questo grande campione dimostrò di essere un calciatore immenso, ma anche un uomo d'onore, un uomo, prima che un calciatore, che onorò al meglio l'impegno preso, rispettando nel migliore dei modi la parola data mettendo in campo tutto quello che poteva dare... che come al solito era tanto, davvero tanto..
Finney fu decisivo in campo, ma riuscì anche a trasmettere ai suoi compagni di squadra la convinzione di poter giocare una grande partita incoraggiandoli prima di entrare in campo a non soffrire di nessun tipo di complesso di inferiorità nei confronti dei rivali, dando a questi giocatori inesperti in campo europeo una grande iniezione di fiducia, di certo le parole di questo grande campione diedero uno stimolo in più a tutta la squadra che scese in campo con la giusta cattiveria agonistica che gli permise di affrontare alla pari i campioni portoghesi costringendoli a tornare a casa con in tasca soltanto un pareggio.
A fine partita Finney si dichiarò contento di aver potuto aiutare questa splendida squadra a pareggiare contro una delle più grandi squadre del mondo augurando ai suoi compagni di far bene anche nella partita di ritorno a Lisbona... già, a Lisbona non andò per niente bene, ma a Lisbona non c'era lui.. e comunque per il Distillery quella rimarrà la miglior partita della sua storia, poco importa quello che poi successe in Portogallo.


Fu la prima ed ultima volta che Finney e d Eusebio si incontrarono su un campo di calcio, furono due grandi campioni, ma di epoche diverse, quando Finney si ritirò nel 1960, Eusebio giocava ancora nella sua prima squadra, lo Sporting L. Marques, prima di passare, proprio all'inizio della stagione successiva al Benfica dove vi restò fino al 1975 diventando leggenda, quindi i due giocatori non si sfidarono mai in competizioni internazionali nè con i rispettivi Club, nè con le rispettive Nazionale, ma il destino li avrebbe fatti in qualche modo incontrare di nuovo, entrambi infatti sono ora lassù in cielo a dare spettacolo dando calci ad un pallone in mezzo alle nuvole, entrambi ci lasciarono nel 2014, il 5 gennaio Eusebio ed il 14 febbraio Finney, entrambi hanno lasciato ricordi indelebili per il mondo del football e non solo e mi piace immaginarli così, che giocano a pallone, quello che hanno saputo fare in modo divino.
Nei giorni delle loro morti furono tantissimi i riconoscimenti da parte di tutto il mondo del football, ma è bello sapere che anche il Distillery FC, ora Lisburn Distillery FC, volle onorare quello che fu per una sola notte un loro calciatore, il loro miglior calciatore di sempre, osservando un minuto di silenzio prima della partita che seguì alla sua tragica scomparsa. 


    


Il 25 settembre 1963 il Lisburn Distillery FC volle ricordare con una cena il 30° anniversario di quell'incredibile partita e, come racconta l'attuale Club Director Terry Thompson, anche Sir Tom Finney venne invitato all'evento, ma fu costretto a rinunciare perchè in quel periodo sua moglie era malata.
Thompson era presente quella notte del 1963 e ricorda ancora benissimo quella partita e la fantastica prestazione di Finney, queste le sue parole: ""Mi ricordo bene la reazione della folla quando Tom  scese in campo, la mia memoria è viva e ricordo come faceva sembrare ogni cosa così semplice e, in particolare, la sua posizione. Sembrava che stava in posizione verticale rispetto agli altri giocatori e la pioggia torrenziale che cadde quella notte non sembrò fare nessuna differenza per lui mentre scivolava con il suo gioco che mostrava la sua classe indubbia in molte occasioni. "
Molto simpatico e significativo quello che poi Thompson racconta a proposito della cena commemorativa, un dettaglio che ci fa ancora una volta capire la personalità di Sir Tom, un vero gentleman dentro e fuori dai campi di calcio: "Io personalmente avevo parlato a Sir Tom al telefono per invitarlo, lui avrebbe accettato e sperava di poter fare il viaggio a Lisburn, ma purtroppo proprio in quel periodo sua moglie si è ammalata e così non ha potuto partecipare.
"Alla cena tutti i giocatori hanno ricevuto in ricordo una campana di cristallo tagliata e con incisa la data della partita contro il Benfica e, dato che Sir Tom non era stato in grado di partecipare, ho inviato per posta la sua campana presso la sua casa a Preston.
"Be'... un paio di settimane più tardi un pacco è arrivato a casa mia, conteneva la campana di cristallo che mi venne restituita con una bella nota di Sir Tom che ci ha ringraziato per un dono così generoso, ma che ci ha chiesto che il Club tenesse la campana nella speranza che quando le persone l'avrebbero vista avrebbero ricordato notte in cui a Tom Finney venne data la possibilità di realizzare il suo sogno di giocare una partita di calcio europeo grazie al permesso di poter vestire per quella notte la maglia del Distillery Football Club, è stato da parte sua un bel gesto, un gesto da veri gentiluomini."

http://www.lisburntoday.co.uk/sport/football/tom-finney-remembered-1-5890917




Questa partita sarà per sempre ricordata dal Distillery e dai suoi tifosi, nonostante il 5-0 con cui il Benfica avrebbe poi vinto a Lisbona eliminando gli irlandesi da quella che per ora rimane la loro unica apparizione nella Coppa dei Campioni, ma per noi tifosi del Preston North End verrà per sempre ricordata come" Quando Finney affrontò Eusebio".